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Molise, 500 mila euro per Expo ma in 10 anni nessun bando per guida turistica
21 Feb 2015 08:19

Mancano poco meno di novanta giorni all’inaugurazione dell’Expo di Milano. All’esposizione universale sarà presente anche la regione Molise con un proprio stand nel tentativo di pubblicizzare e attrarre risorse e investimenti sul proprio territorio. Verranno investiti all’incirca 500mila euro per la trasferta milanese. Quanti invece quelli investiti in loco per rendere l’attrattiva turistica funzionale e professionale? Zero. Alessio, aspirante guida turistica, racconta che i bandi pubblici per formare guide sono ferme da oltre dieci anni. In teoria sarebbero gratis ed invece bisogna spendere quasi 15 mila euro.

Lo scorso 17 dicembre in occasione dell’Agri Summer Food, iniziativa promossa dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e svoltasi a Termoli, è stato annunciato e comunicato in via ufficiale che la settimana dedicata al Molise durante l’Expo di Milano sarà quella dal 17 al 23 luglio. In quei giorni la regione avrà a propria disposizione uno spazio espositivo di 200 metri quadrati all’interno del Padiglione Italia, un allestimento a parte rispetto allo stand permanente (grande 40 metri quadrati, posizionato lungo il ‘Cardo Nord’, e che rimarrà aperto per tutta la durata – sei mesi – dell’Esposizione Universale). Il Molise punterà, in maniera particolare, su due ‘percorsi’, due eccellenze, quali il tartufo e il vino.

I due ‘Percorsi’ eno-gastronomici associati alla storia e alla tradizione del territorio dovrebbero, nei discorsi progettuali degli amministratori regionali, fare da volano turistico e creare un turismo ‘diverso’ che sappia sfruttare le potenzialità del territorio. Nulla da eccepire ciononostante, una domanda nasce spontanea: chi farà da guida ai tanti e numerosi turisti che hanno voglia di visitare la nostra regione in maniera intelligente?

La stessa domanda l’ha posta Alessio, giovane isernino amante della cultura della storia e dell’arte. Ma, soprattutto amante del territorio in cui vorrebbe costruirsi un futuro. Qualche giorno fa Alessio si è recato presso l’ufficio del turismo della Provincia di Isernia con l’intenzione di sapere quando sarebbero partiti i concorsi per ricevere l’abilitazione come guida turistica. È risaputo che tale servizio non può essere offerto ai turisti improvvisandosi ma necessita di una preparazione non solo storico-culturale del territorio, ma anche di conoscenze linguistiche (quantomeno due) in modo da poter interloquire più facilmente con il gruppo di visitatori;  ma avere anche conoscenze in merito alla legislazione vigente, che cambia di anno in anno.

<<Una volta entrato nell’ufficio del turismo della Provincia un gentile signore parlandomi in dialetto, mi indirizza dalla dottoressa Vitullo con la quale ho un colloquio – racconta Alessio – .La signora mi dice che è dal lontano 2001-2003  che nella nostra regione non si indicono più corsi di abilitazione per le guide turistiche, e quelle poche che ci sono sul territorio molto spesso non si aggiornano da anni sulle nuove normative in vigore>>.

La stessa Vitullo narra  un aneddoto accaduto qualche tempo fa. In sintesi,  una guida nostrana ha accompagnato un gruppo di visitatori sul castello di Roccamandolfi. Il fatto curioso ma allo stesso tempo sconsolante  è  che questi << non conoscendo il territorio ha bloccato la salita del pullman solo quando questi è arrivato in cima alla Rocca dove,  il povero autista non aveva lo spazio fisico per poter girare l’automezzo. Su come il malcapitato sopracitato abbia sbrogliato tale situazione sarebbero nate varie leggende!>>, riferisce Alessio.

Il quale, sempre alle prese con le informazioni sui corsi per diventare guida turistica, ha pure chiesto quali fossero i costi di partecipazione. E si è sentito così rispondere: << zero euro, perché sono tenuti dal personale statale già pagato dalla collettività>>. Meravigliato della risposta ha chiesto  lumi sul perché nulla è stato fatto in passato per implementare l’offerta turistica della regione. E, anche qui la risposta è spiazzante. Infatti, stando alla versione della signora Vitullo, alcuni tentativi, seppur sporadici e senza continuità, sarebbero  stati fatti e hanno anche funzionato. <<La signora ha calcolato – continua Alessio – che la regione Molise ha finanziato e incentivato le agenzie di viaggio affinché proponessero dei tour nella nostra regione in modo da renderla più appetibile rispetto ad altre>>.

Il risultato di questa iniziativa?  Straordinario! Per ogni euro speso ne sono stati incamerati quattro. Però, dato che l’idea aveva ottenuto risultati positivi è stata  subito liquidata. Causa? Mancanza fondi. Altra cosa molto divertente, è quando  la chiacchierata tra Alessio e l’impiegata si sposta sul piano programmatico, in particolare sui disegni e proposte di legge che i vari amministratori le presentano per avere un suo parere tecnico. Tali “disegni”,incentrati ovviamente sul turismo e sul sviluppo, sono molto spesso da scartare prima che siano approvati perché le leggi vigenti si aggiornano prima o all’insaputa dei nostri  rappresentanti istituzionali.

Dopodiché, Alessio non soddisfatto delle risposte ricevute e curioso di saperne di più si reca all’ex GIL di Campobasso per chiedere alla dottoressa Gabriella Gabrieli, la quale è la responsabile per le guide turistiche in Molise, come si può ovviare al problema iniziale. La stessa afferma che le normative sono cambiate e in sintesi l’aspirante guida turistica dovrebbe andare davanti ad una commissione esterna a quella della propria regione facente capo al MIBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Il costo per indire i nuovi corsi e formare nuove guide, finalmente professionali e meno “caserecce”, lievita quindi tra i 15mila e i 10mila euro.

Domanda: quanto spenderà la nostra regione per portare all’Expo di Milano 2015 i suoi prodotti e la sua cultura per  farsi conoscere nel mondo? La risposta è veloce e dolorosa: 500mila euro.

Ancora: come faranno i turisti che vorranno acquistare o gustare i prodotti tipici regionali a venire o a ritornare in regione sapendo che: la viabilità (su gomma e su ferro) è carente? Che nel sito ufficiale della regione non ci sono o sono poco pubblicizzati prodotti della cosiddetta filiera corta e dei prodotti molisani a chilometri zero? Che le guide turistiche sono poche e alcune di queste non parlano neanche due lingue? E, soprattutto i musei e i siti archeologici spesso sono chiusi o carenti di informazioni? Ad oggi tutto tace.

<<La gentilissima signora Gabriella – conclude Alessio – mi dice di pazientare, di attendere l’anno prossimo o quello appresso in modo da trovare i soldi per sbloccare i mirabolanti concorsi o fare come molte delle guide locali che, in assenza di un turismo costante, vivono di espedienti o di un secondo lavoro. Vorrei spiegare alla gentilissima signora che con una madre casalinga e un padre costretto a lavorare in Africa per mancanza di lavoro, è proprio l’attesa che non posso permettermi. Credo quindi che prenderò il treno per il nord Europa. Quello, forse, arriverà in orario>>.


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