';

Borghi del Sud: viaggio nella fortezza siciliana di Gangi
07 Nov 2016 14:05

E’ una vera e propria fortezza medievale, dal sapore mitologico. Nel 2014 ha ricevuto il riconoscimento di “Borgo più bello d’Italia” ma da sempre è stato considerato un piccolo gioiello della Sicilia.

Gangi è un comune del palermitano che si trova a oltre mille metri di altezza e che conta circa 8 mila abitanti. Le sue origini per molti aspetti intrecciano storia e mito, soprattutto sulla base di una certa similitudine con la città di Engyon, fondata dai Cretesi condotti da Minosse alla ricerca di Dedalo.

La conquista storica del borgo risale però all’850 d.C a opera dei Saraceni che vi costruirono la fortezza di Contrada Regiovanni e la la torre cilindrica ai piedi del borgo. Qualche secolo dopo, i Normanni liberano Gangi dai Saraceni assegnandola alla contea di Geraci. In seguito passa anche agli Angioini e poi agli Aragonesi nel 1296. Circa 500 anni dopo, nel 1758, Gangi diventa particolarmente importante con la fondazione dell’Accademia degli Industriosi, cui approdano nomi del calibro di Filippo Quattrocchi, Gaspare Fumagalli e Pietro Martorana.

I colori delle sue fitte abitazioni, da lontano, creano una suggestiva illusione scenografica che evoca città immaginarie e fantastiche. Il borgo si presenta particolarmente ricco di chiese e monumenti all’interno di una vera e propria cinta muraria. Prima tra tutti la Chiesa di San Paolo, edificata nel XVI secolo, presenta una semplice facciata in pietra, arricchita da un portale secentesco ornato di bassorilievi.

Degna di nota la Chiesa dell’Abbadia, nella biforcazione tra via Castello e corso Umberto I. Proprio in quest’ultima via sfoggiano con eleganza alcuni degli edifici più belli di Gangi. Da Palazzo Mocciaro a quello costruito dalla famiglia Bongiorno che vanta un’affascinante decorazione a trompe l’oeil delle sale del piano nobile, realizzata dal pittore romano Gaspare Fumagalli.

A farla da padrone in piazza del Popolo è la trecentesca torre dei Ventimiglia mentre ai piedi del monte Marone si innalza la cilindrica torre Saracena, residuo della dominazione araba. Impossibile non menzionare la chiesa Matrice e il panorama di tetti e stradine che si palesa dalla piazzetta su cui s’affaccia la chiesa della Madonna della Catena. E ancora le botteghe di Corso Fedele Vitale, il castello di Ventimiglia e la chiesa di Santa Maria di Gesù.

A proposito di arte, importanti sono certamente i tanti musei del luogo. Dal Civico-Archeologico a quello Etnoantropologico, la Pinacoteca Gianbecchina e il Museo della Fotografia. Parlando invece di enogastronomia, Gangi è nota soprattutto per la produzione del caciocavallo, formaggio a pasta filata ottenuto da latte crudo vaccino, con una piccola percentuale di latte ovi-caprino. Il piatto tipico è invece la pasta ccu maccu (ditaloni conditi con purea di fave verdi) ma anche il castrato al forno con patate (carne d’agnellone cotta al forno e aromatizzata con vino rosso, rosmarino e spezie). L’alternativa è un piatto di Quaresima, il baccalà fritto con contorno di finocchietto selvatico.

Fonte e foto: Borghipiubelliditalia.it


Dalla stessa categoria

Lascia un commento