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Il decaffeinato della Lavazza si produce in Molise. Nella fabbrica risorta

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Un anno e mezzo fa, un boato nella notte aveva svegliato i cittadini di Pozzilli, comune che confina con il vicino Nucleo industriale della provincia di Isernia. Il serbatoio ad alta pressione dello stabilimento Lavazza era scoppiato, per un problema tecnico, distruggendo la fabbrica e le speranze di decine di lavoratori. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma l’attività produttiva si è fermata completamente.

A 17 mesi di distanza dall’incidente avvenuto nel nucleo industriale di Pozzilli, riprende la produzione in fabbrica e la Lavazza inaugura il nuovo stabilimento. L’industria di caffè possiede sei sedi produttive, di cui quattro in Italia e due in Brasile e in India. Le fabbriche di Torino e Verrès sono dedicate alla tostatura e al confezionamento del caffè in grani e macinato, mentre da Gattinara escono tutti i prodotti in cialda destinati ai sistemi espresso.

Da Pozzilli, invece, arriva tutto il caffè decaffeinato, con prodotti per la casa, le caffetterie e gli uffici. Un sito produttivo strategico, dunque, per Lavazza che al taglio del nastro di oggi in Molise ha voluto essere  presente con i vertici della multinazionale e della proprietà per assistere direttamente al riavvio della produzione e alla ripresa del lavoro. Per l’assessore al Lavoro della regione Molise, Michele Petraroia, l’inaugurazione del nuovo stabilimento Lavazza rappresenta una “boccata d’ossigeno che ci aiuta a lottare con maggiore determinazione su tanti altri fronti aperti a tutela del lavoro e dei lavoratori”.

A Pozzilli è arrivato anche il governatore del Molise, Paolo Frattura, che ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per affrontare le questioni più importanti che assillano il territorio regionale. Un “dialogo” e un “confronto estremamente importante – ha concluso l’assessore ed ex sindacalista della Cgil Petraroia – per unire le forze e risolvere bene alcune vertenze aperte”.

 

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Published by
Giuseppe Lanese