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La tintura dei capelli del consigliere? Con i soldi pubblici…

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Gomme da masticare, prodotti per il make up e tintura per i capelli: per le spese di cui ha chiesto e ottenuto il rimborso dal Consiglio regionale Gennaro Salvatore, ex capogruppo del Nuovo Psi – Caldoro presidente, da questa mattina è agli arresti domiciliari. A notificargli la misura, emessa dal gip Roberto D’Auria su richiesta del pm Giancarlo Novelli e del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, sono stati i militari della Guardia di Finanza; l’accusa è peculato continuato.

Salvatore, che era già indagato, si era dimesso da capogruppo lo scorso luglio, dopo la notifica di una raffica di avvisi di garanzia ai consiglieri regionali. E’ accusato di avere percepito indebitamente circa 95.000 euro tra il 2010 e il 2012. E’ stato un consulente del pm a esaminare le risultanze contabili relative al gruppo consiliare del Nuovo Psi e, in particolare, gli scontrini e le fatture dei quali Salvatore ha chiesto il rimborso: nel 2010 per esempio spiccano, come si evince dall’ordinanza, le spese per libri scolastici, articoli per la casa, gomme da masticare e prodotti per l’igiene della persona (toiletteria, make up donna e kit colorazione capelli, puntualizza pignolo il consulente). Poi, l’anno successivo spuntano occhiali da vista, sigarette e articoli da regalo acquistati in gioielleria, ma anche accessori per motocicli e farmaci.Nel 2012, infine, sono stati rimborsati anche cialde di caffè, farmaci e dolciumi.

La decisione di applicare la misura cautelare è stata presa dal gip per il rischio di reiterazione del reato, dal momento che a carico di Gennaro Salvatore “pur se è intervenuta la riabilitazione, risultano due condanne per concussione“: anche se si tratta di episodi molto vecchi (1991 e 1992), la circostanza “anche in ragione dell’attualità della carica politica ricoperta e della data di naturale scadenza del mandato elettorale (2015) ulteriormente depone nel senso della attualità e concretezza del pericolo di reiterazione”. Lo scorso settembre il consigliere regionale, che è assistito dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Fabio Carbonelli, aveva chiesto di essere interrogato dal pm e aveva fornito la sua versione dei fatti, ritenendo di avere fornito tutti i chiarimenti: “Gli scontrini sono il risultato di un’attività disorganizzata di raccolta che si riferiva a tutte le spese affrontate da me e dai miei collaboratori anche quando, per la loro natura chiaramente personale, ero io stesso a pagare con i miei soldi personali“.

Tra le richieste di rimborso sarebbero dunque finiti scontrini sbagliati, dal momento che quelli privati e quelli delle spese del gruppo erano conservati “piuttosto disorganizzatamente in un bustone in segreteria“. Una tesi difensiva che il giudice ritiene “irrilevante e comunque contraddetta dal rinvenimento di scontrini univocamente connessi alla vita privata dell’indagato“: di qui la decisione, che ha sorpreso la difesa, di disporre gli arresti domiciliari. “Gennaro Salvatore – commenta il presidente della Regione, Stefano Caldoro – è persona seria e corretta. Sono convinto che dimostrerà alla magistratura la sua piena innocenza, peraltro non avendo certamente ricavato alcun beneficio personale, come del resto confermato dal tenore di vita suo e della famiglia“.

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