Caro Grillo questa violenza verbale fa molto male al Sud

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Al Sud non manca la violenza. Quella delle organizzazioni criminali, che scientificamente la pongono in essere per scopi di lucro. Quella delle faide che funestano zone degli appennini.

Purtroppo, insieme a tanti valori morali virtuosi, ci trasciniamo questi retaggi del passato. Ovvero la trasposizione in forme organizzate di anarchia vecchia di secoli, proliferata per la mancanza di uno stato e per la continua invasione di popoli stranieri che fomentava forme di resistenza, anche irrituali.

Eppure, come non bastasse, ora veniamo invasi anche dalla violenza verbale di un ex comico, che incita all’odio.

E’ inutile nascondere dietro un dito le parole di Grillo. Esse sono un bombardamento continuo per una parte d’Italia, il Sud, che già muore di violenza. Ora anche l’accenno alla lupara bianca.

Non è mia intenzione difendere Renzi o Berlusconi o chiunque sia. Non voglio entrare nel merito politico. Dico solo che questa virulenza verbale fa male, soprattutto al Sud.

Cioè una parte del paese che per le condizioni economiche e le tensioni sociali è già pronta ad esplodere di suo. Ci mancava solo lo stillicidio giornaliero di un uomo intriso di rabbia, che neanche immagina i danni che può fare, perché ligure e lontano da noi del Sud.

La lupara bianca, che tristezza. Un evocazione che da noi ha un significato lugubre, ma che in Liguria ed al Nord è solo un modo di dire, un motto verbale, forse una boutade, un’iperbole.

La smetta Grillo di usare questo linguaggio. Gli inneschi cui può portare sono incontrollabili nelle nostre terre. E’ un po’ come il discorso di Saviano e della sua fiction Gomorra. Può ingenerare emulazione.

Grillo butta benzina sul fuoco. Ed il fatto che il Sud lo ricambi con il consenso, non vuol dire che la sua ricetta politica è esatta, purtroppo è solo il sintomo di un allineamento ad un nichilismo cui la nostra terra sembra essere piombata.

Muoia Sansone e tutti i filistei!

Caro Grillo, non è così che ricostruisce una nazione o un lembo di terra. Ma credo che tu sei prigioniero di ciò che dici. Non nutro speranze.

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Published by
Gianvito Pizzi