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I pazienti ricoverati nel reparto tumori dell’ospedale di Napoli vengono tutti dalla terra dei fuochi. Ecco i numeri che fanno impressione

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Su 498 pazienti con tumore al polmone curati all’Istituto dei tumori di Napoli ‘Pascale‘, tra il 2005 e il 2012, il 35%, pari a un terzo, vive nella Terra dei fuochi. Il dato è stato riferito in occasione della presentazione di un’analisi rispetto alla sopravvivenza dei pazienti colpiti da neoplasia polmonare.

Dati che, tuttavia, come spiegato da Gaetano Rocco dirigente del Dipartimento toraco-polmonare “non hanno una rilevanza epidemiologica per cui ci possano portare a trarre conclusioni. Devono essere analizzati in altre sedi, noi facciamo attività clinica e, pertanto ci confrontiamo anche con pazienti che arrivano da quei territori“. Il tumore ai polmoni – come riportato – può essere originato da stili di vita, ma anche da predisposizioni genetiche. In questa direzione vanno gli studi in corso per la definizione di una mappa genetica di “tutti quelli che in qualche modo possono essere considerati pazienti a rischio“.

Secondo quanto affermato da Rocco, una volta avuta la mappa genetica “si potrà avere la certezza di quello che potrà accadere in futuro sia rispetto al cancro che rispetto a malattie croniche“. Lo studio sulla mappa genetica è portato avanti a livello internazionale e anche da un gruppo di studio presso il Pascale ma, precisa Rocco “serviranno anni, tuttavia le firme genomiche le possiamo già ottenere nei pazienti operati e, oltre a dirci informazioni rispetto all’aggressività del tumore, ci danno anche notizie sull’aggressività biologica“.

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Redazione