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Pompei tra passato e moderno, “al Madre la mostra più importante dell’anno”

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“Abbiamo inaugurato al Madre la mostra più importante dell’ anno in Italia, un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni che mette assieme Pompei e il museo Madre, l’ antico con il contemporaneo”. Consapevole “che qualcuno si sentirà offeso“, il ministro per I Beni Culturali Dario Franceschini non teme paragoni nel celebrare la mostra ‘Pompei@Madre.Materia archeologica’: i ritrovamenti di Pompei vengono accostati alle opere di Andy Warhol, Mimmo Iodice, Goshka Macuga, Rauschenberg e Kounellis tra gli altri, in una continua commistione tra antico e moderno.

La mostra sarà allestita al Madre di Napoli fino al 24 settembre 2018. “Le sale sono una più spettacolare dell’ altra – ha sottolineato il ministro – e il dialogo tra gli oggetti che arrivano da Pompei e le collezioni del Madre e le altre opere prestate da altri musei è fertile e credo vada sviluppato per il bene del Paese. Anzi mi piacerebbe fare l’ operazione inversa, portando un po’ di arte contemporanea a Pompei”.

Il progetto espositivo Pompei@Madre. Materia Archeologica si basa su un rigoroso programma di ricerca risultante dall’inedita collaborazione istituzionale fra il Parco Archeologico di Pompei, uno dei più importanti siti archeologici al mondo, e il Madre, museo regionale campano d’arte contemporanea. A partire dal confronto fra le rispettive metodologie di ricerca, ambiti disciplinari, collezioni, propone un dialogo fra straordinari ma poco conosciuti e raramente esposti materiali archeologici di provenienza pompeiana e opere d’arte moderna e contemporanea.

La mostra, presentata su gran parte degli spazi espositivi del museo Madre, coinvolge più di 90 artisti e intellettuali moderni e contemporanei, da Johann Wolfgang Goethe a Johann Joachim Winckelmann, da François-René de Chateaubriand a Le Corbusier, da Fausto Melotti e Andy Warhol a Mark Dion, Jimmie Durham, Laure Prouvost, Adrián Villar Rojas, ed è articolata in due capitoli.

Il percorso della mostra è concepito e strutturato quindi come una passeggiata circolare fra opere, manufatti, documenti e strumenti connessi alla storia delle varie campagne di scavo a Pompei – materiali che documentano la vita quotidiana della città antica e il ruolo che in essa rivestivano le arti e le scienze – messi a confronto con opere e documenti moderni e contemporanei provenienti da musei e importanti collezioni private italiane e internazionali.

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Redazione