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Napoli si deve ribellare alla camorra

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L’amarezza più grossa che mi schiaccia alcune notti prima di andare a dormire è vedere che la gente continua a non occuparsi delle problematiche della camorra perchè finché non tocca loro, non è problema loro.

Una città che dovrebbe ribellarsi ed invece è una città dove un ragazzo muore per uno scambio di persona ed i napoletani non sentono quelle pallottole sparate anche addosso a loro. Una città così è una città che non ha ancora capito quali sono le sue enormi potenzialità.

Siamo sicuri di aver capito quali sono le straordinarie potenzialità della città in cui viviamo?

Il cittadino napoletano deve ribellarsi, come dopo la strage di via d’Amelio ha fatto il cittadino palermitano.

Il napoletano non l’ha mai fatto e questa è l’amarezza che mi turba dentro. Neanche quando sotto le lenzuola bianche ci sono ragazzi di 20anni.

Loro sono pregiudicati e noi ci sentiamo assolti. Far ribellare la vita, ma una ribellione nel senso civico. Napoletani che ridanno a Napoli i fasti della capitale di un regno. Napoletani che danno valore alla vita.

Ciò che ha Napoli non l’ha nessuna città del modo. Le sue chiese, la sua cultura millenaria, i suoi ragazzi.

Solo i napoletani possono farla vincere questa città.

Un giorno sarò turista nella mia città ma sarà una città di cui sarò pienamente fiera.

Adesso sono militante per Napoli e ti chiedo scusa, se anche io, che credo così profondamente nell’istituzione che rappresento, non faccio abbastanza.

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Published by
Alessandra Clemente