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Nelle mani degli strozzini per comprare il pane. E sopravvivere

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Erano costretti a ricorrere agli strozzini, vicini di casa, perché non avevano nemmeno i soldi per comprare il pane e la pasta. Finiti nel giro degli usurai, non erano stati più in grado di uscire fuori dal vortice degli interessi a causa del loro stato di indigenza.

E’ la storia di miseria scoperta dai carabinieri in un quartiere ghetto della provincia di Napoli, un rione senza nome, conosciuto come i ‘600 alloggi‘, tra la zona di Monteruscello e Toiano a Pozzuoli, realizzato dopo il fenomento del bradisismo, il sollevamento del suolo nell’area flegrea, negli anni ’80. Sette le persone arrestate (sei in carcere e una ai domiciliari), tra cui cinque donne. Strozzini e vittime vivevano nello stesso quartiere, in alloggi ricavati in cantinati e parte di un garage. Al momento, sono stati sequestrati complessivamente beni e liquidità per circa 340 mila euro alle persone coinvolte che, dicono i carabinieri, non risultano collegate ad alcun clan di camorra. Un’usura di vicinato, proposta all’inizio come ‘aiuto‘ disinteressato da parte di persone che conoscevano lo stato di bisogno delle vittime e che era invece un’esca per vincolare gli usurati alla continua richiesta di soldi per pagare gli esorbitanti interessi – pari ad almeno il 60% annuo – che aumentavano a dismisura in caso di mancato pagamento di una ‘rata‘.

Due donne erano le finanziatrici dell’organizzazione a conduzione familiare mentre le altre persone coinvolte venivano usati come esattori e si recavano dalle vittime a ricordare loro il rispetto dei pagamenti. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli al termine di indagini coordinate dalla Procura. Tra le vittime, una casalinga costretta a chiedere il prestito per il mantenimento del figlio disabile, una donna che in attesa della pensione di reversibilità del marito morto era rimasta senza soldi e un piccolo commerciante che, non potendo più pagare le tasse, dopo il ricorso agli strozzini, era stato costretto a chiudere la pescheria. L’operazione dei carabinieri ha consentito di porre fine all’incubo per decine e decine di famiglia del rione dove il blitz è stato condotto all’alba, contrariamente a quanto avviene di solito in occasione di operazioni delle forze dell’ordine in rioni ad alta densità criminale, si è svolto senza che ci fossero i soliti episodi di intolleranza e tentativi di aggressione nei confronti di forze dell’ordine e dei giornalisti presenti

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Redazione