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“Palermo, capitale dell’accoglienza”: 27mila stranieri e tanti minorenni nati in Italia

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Palermo, con la Carta sulla mobilità internazionale come diritto umano e con la Consulta delle Culture si conferma capitale di accoglienza, città interculturale, attenta alla contaminazione e rispettosa delle diverse identità che hanno scelto la nostra città come luogo delle propria residenza”.

Con queste parole, con una nota congiunta, il sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, insieme all’assessore alla Partecipazione, Giusto Catania, e al presidente della Consulta delle Culture, Adam Darawsha, hanno commentato i dati statistici sulla presenza degli stranieri in città.

Nel dettaglio, a Palermo risiedono 26.647 stranieri (pari al 4% della popolazione), provenienti da ben 123 Paesi diversi, anche se i primi cinque Paesi (Bangladesh, Sri Lanka, Romania, Ghana e Filippine), da soli, coprono quasi i due terzi del totale degli stranieri.

La comunità più numerosa è quella del Bangladesh, con 5.595 residenti, pari al 21% del totale degli stranieri.

Un interessante sottoinsieme degli stranieri residenti a Palermo è costituito dagli stranieri minorenni, e all’interno di questi dai cosiddetti immigrati di seconda generazione, ovvero i cittadini minorenni nati in Italia da genitori stranieri, e quindi di cittadinanza straniera, in base alla vigente legislazione, che non prevede lo ius soli.

A Palermo, su 5.318 stranieri minorenni, 4.034, pari al 75,9%, sono nati in Italia. Di questi, 3.817, pari al 71,8%, sono nati a Palermo.

Dati commentati così da Orlando e gli altri: “I dati statistici confermano l’assurdità e l’arcaicità della legge italiana sulla cittadinanza che, dopo 24 anni, mostra limiti evidenti: Come si fa a definire stranieri ragazzi nati in Italia che frequentano le nostre scuole e sono, da tempo, parte integrante ed attiva della nostra società? Abbiamo chiesto, in occasione della sua recente visita a Palermo, alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di adoperarsi affinché il Parlamento scelga presto di modificare il testo della legge, facendo diventare italiani tutti coloro i quali nascono o scelgono di vivere in Italia”.

Cliccando qui il documento con i dati (in pdf).

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Published by
Walter Giannò