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Renzi a Milano: “Cominciamo a dare giusta immagine del Sud”

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Abbiamo bisogno di un piano diverso per il Sud. La prima modalità riguarda lavorare sull’offerta alberghiera ma anche finire la Salerno-Reggio Calabria. Turismo e cultura sono due settori su cui abbiamo perso un’occasione, ma sui quali possiamo scommettere sul futuro”.

Parla anche del Mezzogiorno il presidente del Consiglio, Matteo Renzi a Milano, dove – presso il Boston Consulting Group – è intervenuto all’iniziativa The Future Makers.

La differenza tra i numeri di visitatori del Nord e del Sud, il perché della scelta del G7 in Sicilia, l’importanza di comunicare in modo corretto le informazioni che riguardano la parte più bassa dello Stivale sono alcuni dei temi affrontati dal premier nel capoluogo lombardo.

“Se prendiamo in considerazione – ha iniziato – il numero di turisti che hanno visitato l’Italia nel 2014, su 100, 11 hanno visitato Bolzano e altrettanti tutto il Mezzogiorno. L’Alto Adige è bello ma che faccia lo stesso numero di visitatori di Napoli, di tutta la Calabria, della Basilicata, del Salento, del Gargano e della Sicilia tutti insieme è impensabile”.

Per Renzi una delle cause può essere rintracciata in una cattiva comunicazione. “Come abbiamo raccontato – ha continuato -il Sud negli ultimi vent’anni? Lo raccontiamo solo come un elenco di cose negative che ci sono naturalmente in parte. Nessuno può dire che in Calabria ci sia grande gestione di legalità, ma se racconto solo gli aspetti negativi, non sarò mai in grado di attrarre persone”.

Poi il motivo alla base della scelta di portare il G7 in Sicilia. “Un importante leader di un Paese altrettanto importante un giorno mi ha detto che il bilaterale non lo fa perché lì c’è la mafia. Io vado costantemente al Sud per cercare di aiutare la comunicazione. Il prossimo anno lo farò a Taormina e allora vedranno cosa scopriranno. L’anfiteatro greco, l’Etna, il mare, il barocco, Ortigia. Allora potrò chieder loro ‘cos’è la Sicilia? Cos’è il Sud?'”.

Un passo indietro e tanti avanti. “Non voglio negare – afferma infine – i problemi ma alcuni dei nostri politici andavano in Europa parlando male dell’Italia. Chi vi sta mandando? Una parte della classe dirigente ha provato un sentimento di vergogna parlando del proprio Paese. Se c’è qualcosa che non va tiratevi su le maniche e cercate di far cambiare le cose”.

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Published by
Rosalia Bonfardino