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Kymia, l’impresa di cosmetica che riusa gli scarti del pistacchio di Bronte

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Del pistacchio da oggi non si butta via (quasi) niente. Questa è la promessa di Kymia, startup di cosmetici made in Sicily che ha brevettato una crema anti-age innovativa. Il suo ingrediente peculiare: il mallo, ovvero la parte più esterna del pistacchio, prodotto tipicamente di scarto.

Cosmetici dagli scarti del pistacchio: l’idea di Kymia

Mille tonnellate all’anno. Questi i numeri degli scarti di pistacchio di Bronte, prodotto in Sicilia. Il mallo, ovvero la parte più esterna (quasi fosse una buccia) del pistacchio ne costituisce circa il 40%, ed ogni anno viene incenerito insieme al resto degli scarti, con conseguenze negative a livello ambientale.

Proprio qui entra in gioco l’idea di Kymia, la startup fondata da Arianna Campione e Anna Cacopardo. Il mallo, infatti, come dimostra una ricerca dell’università di Messina produce anti-radicali liberi. Questo vuol dire che il suo ruolo protettivo nei confronti del frutto può avere un effetto positivo anche sulla pelle umana, di fatto proteggendola dall’invecchiamento.

Dal concetto di riutilizzo degli scarti proviene non solo la crema, ma anche il nome stesso dell’impresa. Kymia, come infatti racconta Cacopardo a Startup Italia, “significa alchimia: abbiamo voluto così indicare l’arte di trasformare ciò che apparentemente non ha valore in qualcosa di prezioso”.

Così dal mallo gli scienziati della startup siciliana sono stati in grado di ricavare un iperfermentato, che hanno chiamato Pistactive-F. Il fitocomplesso presente nella pianta viene dunque potenziato in modo tale da poter combattere l’invecchiamento della cute. Questo viene inserito all’interno di una crema che verrà a breve immessa sul mercato sia italiano che internazionale.

Arianna Campione, una storia di ritorno in patria

È la dottoressa Arianna Campione, medico odontoiatra con specializzazione in medicina estetica, ad avere avuto questa intuizione. Già nel 2017, quando si trovava in Inghilterra per lavoro, sognava infatti di tornare nella sua Bronte. Poi l’idea, soprattutto perché già ai tempi si stava cominciando a parlare di circolarità dell’economia e di riutilizzo degli scarti.

Il problema di questo genere di materiali è che si degradano facilmente. Da qui la scelta della tecnica dell’iperfermentazione. Così per ogni chilo di scarti vengono ricavati due litri di principio attivo, che vengono poi utilizzati nella crema “no age” prodotta da Kymia.

Tutto con l’obiettivo di dare una nuova opportunità alla propria terra, dando ulteriore rilevanza a un prodotto che già negli ultimi anni è stato molto rivalutato. Per questo Campione si è unita alle competenze della cugina Anna Cacopardo, laureata in economia aziendale e con una passione per le startup e il marketing. Insieme a loro anche Stefano Paganini, project manager.

Il team Kyria e le prospettive per il futuro dell’azienda

Oggi il gruppo che lavora per lo sviluppo e la produzione della startup è composto da otto persone. Come racconta Cacopardo in un’intervista a Startup Italia, questo è stato possibile grazie a un lavoro di networking molto importante. Infatti “l’anno scorso abbiamo avuto una decina di riconoscimenti, partecipando ad eventi e competizioni in tutta Italia”.

Per il futuro diverse le strade previste, tra possibilità di finanziamento esterne e promesse per nuovi prodotti fedeli alla filosofia dell’economia circolare.

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Published by
Chiara Venuto