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“Così fermeremo la spaventosa migrazione intellettuale dalla Sicilia”. Ecco il patto tra gli atenei

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Dobbiamo fermare la spaventosa migrazione intellettuale dalla Sicilia. Ogni anno regaliamo tra 10 mila e 35 mila giovani già formati ai sistemi occupazionali nazionali e internazionali, un incredibile silenzioso impoverimento “. Con queste parole il rettore dell’ateneo parlemitano, Roberto Lagalla, ha presentato la nuova iniziativa per favorire l’inserimento lavorativo dei laureati della regione, è stato sottoscritto un accordo tra le quattro università siciliane. E’ stato siglato, allo Steri, a Palermo, al termine di un incontro tra delegati al Placement e all’Orientamento degli Atenei al quale hanno partecipato l’assessore regionale alla Famiglia e al Lavoro, Ester Bonafede, e il rettore dell’Università’, Roberto Lagalla.

Nell’accordo si impegnano a costruire una rete tra i professionisti del Placement favorendo la loro formazione, l’aggiornamento professionale e lo scambio di esperienze e di buone pratiche; intendono mappare abilità e competenze per assicurare alta qualità nel servizio offerto negli Atenei; vogliono ricercare e individuare finanziamenti europei per sviluppare progetti comuni per fare crescere il ventaglio di servizi offerti; accrescere la presenza degli imprenditori nelle attività delle università ideando, sperimentando e promuovendo progetti innovativi di mobilità con il coinvolgimento degli imprenditori; intendono sintonizzarsi con il mondo dell’impresa, definendo abilità e competenze necessarie agli studenti per sviluppare un approccio orientato all’impresa all’interno delle università. Sono inoltre consapevoli della necessità di svolgere un’azione di rappresentanza nei confronti di istituzioni ed enti per cercare di divenire punto di riferimento operativo per leggi e regolamenti locali sul settore.

La nostra, dopo la Campania, è la seconda regione italiana che riesce a costituire una rete del Placement, una realtà necessaria a coordinare interventi per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei laureati in un momento di crisi occupazionale ancora più sentita nel Meridione”, dice la delegata al Placement dell’Ateneo di Palermo, Ornella Giambalvo. Le Università chiedono di essere ascoltate nella definizione di percorsi coerenti.

Sappiamo – aggiunge Lagalla – che la formazione professionale costa 200 milioni di euro all’anno, e sappiamo anche che non produce alcun risultato sul piano dell’inserimento al lavoro. Attendiamo invece di conoscere i programmi del governo regionale in merito al Piano Giovani”. Nunzio Crimi, presidente del Centro di Orientamento e Formazione dell’Università di Catania, chiede “un confronto costante coi governi regionale e nazionale” e lancia l’allarme sulle borse di studio per gli specializzandi nel settore medico, “destinate a essere significativamente ridotte”.

Appello cui si unisce Dario Caroniti, presidente del Centro di Orientamento e Placement dell’Università di Messina: “Il 50 per cento dei nostri studenti proviene dalla Calabria, per noi e’ cruciale un confronto interregionale”. L’assessore regionale Ester Bonafede ha assicurato prossime iniziative nel segno del coinvolgimento delle Università siciliane. I quattro Atenei (Palermo, Catania, Messina ed Enna) intanto hanno deciso di marciare all’unisono.

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Redazione