La Sicilia dice basta al caro bollette. Tutti uniti contro la crisi, dalle imprese alle famiglie

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La Sicilia è scesa in piazza a Palermo per dire no al caro bollette. Sindacati, associazioni di categoria, sindaci, pensionati: c’erano proprio tutti a protestare e chiedere misure urgenti per mettere un freno a un aumento esponenziale delle bollette che rischia di mettere in ginocchio la società siciliana.

Gli aumenti, adesso, dopo aver colpito i privati e le famiglia, iniziano a scuotere anche gli enti locali, investiti da super bollette riguardanti principalmente le scuole e i pubblici uffici.

“Pandemia energetica, si rischia il collasso”

Quella di Palermo è stata una protesta trasversale, quindi, e che ha coinvolto diverse categorie sociali. I manifestanti hanno stilato un elenco di sedici proposte per lenire gli effetti del caro bollette. Il tempo passa e l’inverno si avvicina. Stagione fredda e che comporterà, di conseguenza, un maggiore ricorso ai riscaldamenti per famiglie ed imprese, come sottolineato da Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia. “E’ un fenomeno sul quale puntiamo la nostra attenzione da più di un anno. L’insostenibilità del caro bollette colpisce indiscriminatamente imprese e famiglie, quest’ultime gravate anche dall’aumento dei prezzi al consumo. Abbiamo presentato sedici punti programmatici che riteniamo possano essere efficenti. Riteniamo che queste proposte possano migliorare la situazione attuale. E’ un momento critico nel quale tutte le sigle sindacali si sono unite ed hanno deciso di protestare contro questo disastro annunciato”.

“Pensionati categoria fragile”

Riduzione del potere d’acquisto che colpisce i lavoratori, ma anche i pensionati, come evidenziato da Pippo Glorioso, segretario CNA Palermo. “I pensionati rappresentano una delle fasce più deboli. E’ una manifestazione democratica per far si che la Regione e il Governo nazionale puntino la loro attenzione alla risoluzione del problema caro bollette. Chiediamo una moratoria che metta famiglie ed imprese in condizioni migliori. Siamo in una fase delicata che va verso la recessione, anche a causa della riduzione del potere d’acquisto”.

“Sospendere mutui alle imprese”

Un’emergenza che l’esponente di Sicindustria Alessandro Albanese paragona al periodo pandemico, chiedendo soluzioni tempestive. “Siamo qui per far rendere conto le istituzioni che bisogna fare in fretta. C’è un coinvolgimento totale. Non è una manifestazione contro nessuno, ma è una protesta per dire che bisogna fare presto. Le aziende sono allo stremo. Confindustria ha voluto che si mettesse fra i punti principali la sospensione dei mutui. E’ una pandemia energetica. Le imprese o pagano le bollette o i mutui. Per questo motivo, c’è la necessità di sospendere i mutui almeno per un paio d’anni“.

Corteo capitanato dai sindaci siciliani

Una lunga stuola di persone, partita da piazza Croci, e che ha percorso via Libertà prima e via Ruggero Settimo poi, per terminare infine la propria marcia in piazza Verdi. Un corteo aperto dai sindaci, primi cittadini (in tutti i sensi) colpiti dall’ondata di aumenti che ha investito il costo dell’energia. Incrementi che riguardano scuole, uffici pubblici e servizi essenziali per i comuni, alcuni dei quali gravati da onerose procedure di riequilibrio o, peggio ancora, di dissesto.

Ad affiancare i sindaci siciliani in questa marcia anche alcuni volti noti della politica regionali. Fra questi, i deputati dell’Ars Antonello Cracolici, Roberta Schillaci e Valentina Chinnici. Quest’ultima ha tenuto a focalizzare la propria attenzione sulla necessità di fare presto. “Era doveroso e fondamentale essere presente a questa manifestazione. Per frenare l’incedere del caro bollette, a mio parere, deve intervenire lo Stato. Non si può aspettare un giorno in più. Le aziende e le famiglie sono al collasso”.

A rischio tenuta dei bilanci e servizi primari

Un problema che preoccupa anche in vista dell’arrivo dell’inverno, soprattutto nei comuni montani. “Rivendichiamo il diritto di rimanere sul territorio madonita – sottolinea Pietro Macaluso, sindaco di Petralia Soprana -. Essendo comuni montani, siamo tra i primi a dover far ricorso ai riscaldamenti e, di conseguenza, ed essere esposti agli aumenti. Abbiamo l’esigenza che venga bloccato il prezzo dell’energia per garantire il benessere di famiglie ed imprese. Il rischio, altrimenti, è di vedere chiudere diverse attività commerciali”

Un salasso che rischia di mettere in ginocchio la tenuta contabile di diverse realtà siciliane, come sottolineato da Fabio Bongiovanni, assessore al Bilancio Comune di Trapani. “C’è il rischio concreto che qualche Comune affondi. C’è una situazione paradossale in Sicilia, con diverse amministrazioni commissariate o in procedura di riequilibrio, le quali non sono riuscite a predisporre nemmeno il bilancio di previsione 2022. Da questo si può capire quale sia la gravità della situazione. Sul fronte delle bollette, gli aumenti influiranno sicuramente per quest’anno e per l’anno prossimo. Sarà difficile chiudere i bilanci. Serve un aumento delle risorse da trasferire attraverso il fondo per le autonomie”.

Preoccupazioni condivise anche da Rosamaria Giordano, sindaco di Roccapalumba. “Tutti i Comuni sono in difficoltà. Devono garantire servizi essenziali come l’illuminazione pubblica e il riscaldamento nelle scuole e negli uffici. Ci sono tante spese da sostenere e il caro energia non ci sta aiutando. Ma la categoria più svantaggiata è quella delle famiglie. Siamo quindi tutti in piazza per lanciare un messaggio alla politica, ovvero di prendere delle misure che possano attenuare gli aumenti e sostenere le famiglie e le imprese”.

I sedici punti da presentare al Governo

Un programma, quello dei manifestanti, che si articola in sedici punti. Richieste che verranno consegnate nelle mani del presidente della Regione Renato Schifani. Il governatore ha già annunciato un incontro con una delegazione delle diverse sigle coinvolte all’interno della protesta odierna di Palermo.

Fra i punti su cui confrontarsi, l’applicazione immediata e reale di un tetto al prezzo dell’energia; moratoria di 12 mesi, prorogabile di ulteriori 12 mesi per le rate delle bollette in scadenza entro il 31/12/2023; ampliamento dell’orizzonte temporale per la rateizzazione delle bollette almeno fino a giugno 2023; incremento del credito d’imposta per il caro energia elettrica dal 30% al 50% e l’introduzione di un meccanismo finalizzato allo slittamento del termine per l’utilizzo dello stesso credito d’imposta legato all’energia, ma anche al gas; finanziamenti a tasso agevolato alle imprese per fare fronte alle esigenze di liquidità determinate dall’aumento del prezzo dell’energia elettrica; promozione, anche attraverso l’introduzione di uno specifico credito di imposta del 50%, impianti fotovoltaici per autoconsumo delle Pmi utilizzando le superfici dei capannoni e prevedendo semplificazioni nelle relative autorizzazioni e nelle fasi di connessione alla rete; sospensione dei distacchi per morosità.

“Ristori per le PMI”

E inoltre, il ristoro per le PMI utilizzando le risorse regionali disponibili sull’attuale programmazione per creare nuova liquidità atta a compensare il peso del costo energetico già sostenuto; azzeramento degli oneri generali di sistema almeno per il primo semestre 2023 e, a regime, la riforma strutturale della bolletta attraverso la traslazione, anche parziale, degli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale e la previsione della redistribuzione del carico contributivo al sistema degli oneri tra le diverse categorie di utenti sulla base degli effettivi livelli di consumo; prelievo di solidarietà sugli extra-profitti – per tutta la durata dell’emergenza – delle imprese di vendita di energia ai fini dell’abbattimento delle bollette delle Pmi e rafforzamento dell’attività di verifica di eventuali speculazioni su forniture di energia erogata; riforma del mercato elettrico e del gas con l’obiettivo di favorire meccanismi più efficienti e meno onerosi nella formazione del prezzo.

Focus su ecobonus e rinnovabile

Infine, stabilizzazione delle agevolazioni relative agli ecobonus nel prossimo quinquennio in modo da implementare la produzione da fonti totalmente rinnovabili; aumento del valore dei bonus energetici e allargamento della platea dei beneficiari attraverso l’innalzamento del tetto Isee; promozione e sviluppo delle Comunità energetiche; credito d’imposta per tutto il 2022 e il primo semestre 2023 per l’acquisto del carburante agricolo; un adeguato e immediato programma di promozione per l’ortofrutta che ha subito notevoli cali di vendita.

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Redattore