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In Sicilia flop per i contributi aggiuntivi per Resto al Sud: impegnati solo 37 mila euro

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  • Solo una decina di enti hanno chiesto di accedere al beneficio
  • La finanziaria prevede esenzione di alcune tasse e bolli
  • La disponibilità è di 3,7 milioni

Pochi enti siciliani, che hanno beneficiato del programma nazionale Resto al Sud, hanno poi chiesto di accedere ai contributi aggiuntivi previsti dalla finanziaria della Regione Siciliana del 2020. Sono una decina in tutto quelle che hanno avuto accesso a questi ulteriori benefici in questi quasi due anni.

Il dato è emerso durante i lavori della Commissione sulla verifica dello stato di attuazione delle leggi regionali e puntare l’attenzione su questo flop è stata la deputata regionale Marianna Caronia, come riporta BlogSicilia.

I benefici previsti

“In tutto – dice Caronia – 37 mila euro impegnati, contro una disponibilità di 3,7 milioni. L’Assemblea Regionale aveva infatti deciso che i beneficari siciliani del programma nazionale gestito da Invitalia (che prevede la concessione di contributi a fondo perduto e prestiti agevolati per l’avvio o il rafforzamento di attività imprenditoriali nel Meridione), in aggiunta ai contributi nazionali avrebbero avuto ulteriori vantaggi: l’esenzione dall’addizionale IRPEF e dal bollo dei veicoli aziendali, il bollo sugli atti amministrativi finalizzati all’impresa”.

Caronia: “Gravi ritardi nelle procedure”

A presentare la domanda sono stati solo 4 enti nel 2020 (circa 12 mila euro) e 6 enti nel 2021 (25 mila euro).  “Mi risulta che in Sicilia siano diverse centinaia i progetti già finanziati da Invitalia – afferma Caronia che aveva chiesto la verifica da parte della Commissione – anche se da più parti vengono lamentati gravi ritardi nella procedura di valutazione. In ogni caso, i dati forniti all’ARS dagli uffici regionali sono davvero disarmanti e, se confermati, rischiano di confermare un ennesimo fallimento degli obiettivi che ci eravamo dati con la finanziaria del 2020 per sostenere l’economia. Per questo ho chiesto che la Commissione ascolti i rappresentanti di Invitalia per capire meglio come migliorare l’efficacia degli interventi”.

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Redazione