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Riforma del catasto, metri quadrati al posto dei vani per il valore

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  • Si inizia a parlare di riforma del catasto
  • Attualmente si usano valori che risalgono agli anni ’80
  • I metri quadrati sostituiranno i vani

La riforma del catasto potrebbe diventare presto realtà ed essere inserita nella riforma fiscale la cui discussione potrebbe iniziare nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri.

Un sistema che si basa su valori degli anni ‘80

L’obiettivo della riforma del catasto è di cambiare il sistema attuale che si basa sui valori dei canoni di affitto teorici che si potevano ottenere negli anni ‘80. Inoltre, l’unità di misura non è quella del metro quadrato di superficie di un immobile ma dei vani catastali.

La questione dei vani nella riforma del catasto

Si capisce come questa tipologia di valutazione sia differente da quella commerciale: anche usare il vano catastale con la sua variabilità (ci stanze piccole e stanze enormi possono essere messe sullo stesso piano) rispetto alla più standardizzata superficie in metri quadrati provoca differenze. Così può succedere che abitazioni di pregio in centro storico (che spesso hanno un basso estimo catastale) abbiano lo stesso valore di abitazioni in periferia (dove le costruzioni sono nuove e quindi l’estimo catastale è più alto). Per non parlare del fatto che i vani, in un immobile, cambiano: dove c’erano pareti si possono trovare open space, oppure stanze eccessivamente grandi vengono ridotte per esigenze varie. L’obiettivo della riforma è quindi di utilizzare il metro quadrato e valori dei canoni di mercato per determinare il valore dell’immobile.

I rischi della riforma del catasto

Ma a fronte di una riforma dettata dal buon senso ci sarebbero delle conseguenze negative che finora hanno fermato ogni decisione negli ultimi 20-30 anni. Una riforma del catasto di questo genere, infatti, provocherebbe sicuramente un aumento di un’imposizione fiscale. L’unico modo per evitare questo sarebbe un taglio delle tasse sulla casa o prevedere clausole particolari, ma in questo caso a scoraggiare una riforma sarebbero le minori entrate per l’Erario.

Semplificazione delle categorie

Tra gli obiettivi di un’eventuale riforma c’è anche quella di semplificare le categorie catastali e l’inserimento di elementi di valorizzazione come servizi, tipologia edilizia, il contesto urbano. Si pensa di dividere gli immobili in due grandi categorie, ordinarie e speciali, e poi realizzare all’interno di esse delle sottocategorie a seconda della tipologia.

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Published by
Salvo Butera