Che bello leggere d’estate: non abbandonate i libri nel cassetto

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Libri

Leggevo, su uno degli ultimi numeri della Domenica del Sole 24 ore, che il libro perfetto non esiste. È piuttosto un ideale che ogni scrittore – o ogni aspirante tale come nel mio caso – persegue nel corso della sua vita.

Qualcosa che vorrebbe e nel cercare il quale arriva poi a scrivere tanti di quei libri che alla fine quel libro è lì, tra tutte quelle pagine. Qualcosa che non si può toccare con mano sebbene si possa sentire tanto bene tra una storia e l’altra raccontate nel corso di tutte quelle pagine.

E voi, miei cari lettori, quest’estate non abbandonate i vostri libri in valigia mentre inseguite l’ultima fiesta sul mare. Anche se all’inizio le prime pagine potrebbero annoiarvi, concedete tempo al libro di accogliervi tra le sue stanze segrete.

Date il tempo allo scrittore di sciogliersi un po’. Non lo bocciate da subito, magari siete solo poco concentrati. Entrateci dentro, nel libro, e fatelo piano, perché dietro c’è un lavoro enorme da parte di un povero scrittore che magari si è sbattuto mesi prima di riuscire a creare quella scena, prima di riuscire a preparare quel personaggio. Prima di riuscire semplicemente a capire che il segreto, quando si scrive, è non pensare a quel che si sta scrivendo.

Il segreto è non pensare proprio a niente. Il segreto è lasciarle andare quelle mani, libere e sincere, caparbie e a volte antipatiche, dita veloci su tasti ostinati, ritmo serrato e musica per pochi. Il segreto è proprio non pensarci mai a quel che ne penseranno i lettori. Il segreto è non pensare al libro ma solo a tutto quel che sentite dentro. E forse, ci vorrà una vita intera, una vita intera a scrivere senza rinunciarci mai, prima di capire che il segreto è, semplicemente, essere sempre sinceri. E non aver paura. Di quel che si scrive e di quanti ne vorranno sapere.

E voi, miei cari lettori, voi non chiudetelo subito quel libro. Aspettate di arrivare a metà. Perché io credo che in tutti i libri – o meglio, in tutti i libri scritti sinceramente – ci sia qualcosa di interessante da sapere. Abbiate pazienza di leggere qualche pagina in più prima di chiudere quel libro per sempre, perché lui ha creato quelle stanze di sogni e misteri proprio per voi. E voi, buttate la chiave solo per qualche ora, e non abbiate paura di quel che incontrerete dentro. Mostri o fate, maghi o vampiri. È quello il regno della finzione. Piccolo teatrino di maschere e fantocci messo sù apposta per voi. Per voi e per tutti quelli che, di notte, non hanno più paura del buio.

René Art Novel

Foto di Maria Stefania Musumeci

Ilaria Paluzzi

Da piccola era indecisa se diventare una giornalista o una ballerina. Alla fine, per forza di cose, si è dovuta arrangiare a fondere l'interesse per l'arte con quello per la vita raccontando la vita attraverso l'arte e l'arte sulle basi della vita. Per questo quasi un anno fa apre un blog, René Art Novel, con lo scopo di gettare un po' di luce e vernice colorata sul mondo degli artisti emergenti del centro Italia. E non solo. Ma anche per raccontare di tutte quelle piccole realtà che animano e alimentano la vita culturale delle periferie locali. Laureanda presso la Facoltà di Lettere alla Sapienza di Roma, nel 2010 ha frequentato il corso di specializzazione professionale in Giornalismo Multimediale e Relazioni Internazionali alla Scuola di Giornalismo Lelio Basso. In questi ultimi anni, ha collaborato con varie webzine e quotidiani locali, tra cui La città quotidiano, nell'inserto settimanale del Corriere Nazionale, e altri. Dopo aver vissuto cinque anni a Roma, attualmente vive a Pescara. Ma spera di emigrare presto. Alla ricerca di nuove periferie e di nuovi posti dove prende vita il fermento delle realtà emergenti.

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