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Giustino Fortunato oggi sarebbe considerato un sudista…

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Se Giustino Fortunato fosse vivo, ogni giorno sarebbe accusato di propalare balle, dicendo che “eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L’unità ci ha perduti” (lettera a Pasquale Villari). E che i “fratelli d’Italia” che aveva atteso con tanto entusiasmo si erano rivelati “porci più porci dei maggiori porci nostri” (lettera a Benedetto Croce).

Invece, approfittando della morte del grande lucano, qualche potente professore della storia che hanno deciso di poterci raccontare, facendo a meno di quella che, a loro avviso, potrebbe guastarci il piacere di essere trattati da cittadini di serie B di uno Stato di diritto (nel senso che alcuni hanno un diritto e mezzo e altri mezzo) si commuove e ci rimprovera con don Giustino “prima della delusione”, tacendo su don Giustino dopo che si era reso conto della fregatura.

Nessuna curiosità su quel che direbbe l’apostolo di Rionero sul fatto che, in un secolo e mezzo, non è stato ancora portato il treno per Matera (magari quando avranno finito, al Nord, di far indigestione con la Tav a costi decuplicati a chilometro, rispetto al resto d’Europa).

Don Giustino, oggi, da quelli stessi che lo usano a metà, sarebbe chiamato neoborbonico, nostalgico, sudista.

Pino Aprile

È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente, ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell'inchiesta a puntate Viaggio nel sud e a Tv7, settimanale di approfondimento del TG1. È autore di libri tradotti in più lingue come Elogio dell'errore, Elogio dell'imbecille e Terroni. Conclusa l'esperienza di direttore di Gente si è occupato principalmente di vela e altri sport nautici, dirigendo il mensile Fare vela e scrivendo alcuni libri sul tema, come Il mare minore, A mari estremi e Mare, uomini, passioni. Nel marzo 2010 ha pubblicato il libro Terroni, un saggio giornalistico che descrive gli eventi che hanno penalizzato economicamente il meridione, dal Risorgimento ai giorni nostri. L'opera è divenuta un bestseller, con 250.000 copie vendute[1]. Per questo libro, il 29 maggio 2010, gli sono stati conferiti, fra gli altri, a Palermo il Premio Augustale, a Reggio Calabria il Rhegium Julii, ad Aliano il Premio Carlo Levi, ad Avezzano il Premio Marsica. Dal libro nasce lo spettacolo teatrale omonimo con l'attore Roberto D'Alessandro e musiche di Mimmo Cavallo. Per iniziativa di Marcello Corvino, della Promomusic, dagli ultimi tre libri di Aprile e dalle canzoni brigantesche e meridionaliste di Eugenio Bennato, è tratto il lavoro teatrale Profondo Sud, con cui i due autori hanno esordito l'estate del 2012. Nell'agosto 2011 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di San Bartolomeo in Galdo; il 19 gennaio 2012, quella di Ponte, in provincia di Benevento, e il 1º febbraio 2012 quella di Laterza, in Provincia di Taranto e il 27 dicembre 2012 quella di Caccuri in provincia di Crotone. L'11 novembre 2011, a New York (Manhattan), in coincidenza con la presentazione dell'edizione americana di Terroni, ha ricevuto il premio "Uomo ILICA 2011" (Italian Language Inter-Cultural Alliance) e il 10 agosto 2012 si è aggiudicato il primo premio della prima edizione del Premio Letterario Caccuri dedicato alla saggistica.

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