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Il grillino siciliano che prima seguiva Cuffaro

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Chi vota Grillo? A chi la fanno la morale costoro? A me? A noi? A voi?

Non si finisce mai di imparare.

In un paesino che non vi dico quale mi ritrovo ad ascoltare l’invettiva di un candidato consigliere comunale Cinque Stelle in lista per le amministrative.
Ovviamente inveisce contro la corruzione, perchè sono tutti uguali, perchè la politica è corrotta, perchè si mangiano tutto, etc..etc..e, ovviamente, facili facili, arrivano applausi scroscianti.

Il tizio in questione è un giovane sui 35 anni, ottima famiglia, il padre, morto anzitempo, era un grande sostenitore di Mannino, ben introdotto, ha piazzato a destra e a manca, nell’età dell’oro chiunque a far qualunque. Nell’era dell’oro in cui nei comuni potevi piazzare 30 persone in un solo giorno a far non si sa cosa e ce li piangiamo ancora adesso, e avrebbe piazzato pure il figlio e bene, se non fosse morto anzitempo.

Il giovane in questione io l’ho intravisto da lontano far anticamera per circa dieci anni dietro la porta di Totò Cuffaro, quando era facile star davanti quella porta, e sparire quando quella porta è stata divelta, me lo ricordo bene perchè mi ripeteva, “dai, vieni, te lo presento”, oggi ne dice peste e corna, e non c’è stato cardinale che questo giovine di candide vesti non abbia omaggiato in Sicilia come a Roma.

Infin beatificato, pardon, piazzato, in un comodo posto pubblico non so da quale delle due trafile. Ha tre fratelli, tutti piazzabili, ma non piazzati. E ovviamente oggi inneggia, per un posto a consiglio comunale di pinco palla, e per un distacco amministrativo facile facile, contro chiunque, e fa la morale a “questi politici corrotti del pd che si son mangiati la sicilia e il futuro dei giovani”.

In un altro paesucolo candidato a sindaco c’è un altro giovine, stesso fervore moralista, stessi natali e metodologie di vita di famiglia e di parentele.

In un altro paesucolo ancora, una precaria della formazione, cioè del Ciapi, presso cui “entrò” non per selezione ma per cooptazione, si ritrova a spellarsi le mani nell’applaudire un altro candidato 5 Stelle che ne dice di cotte e di crude su come la cattiva politica abbia messo per strada tutti.

E poi ci sono frotte di professionisti che hanno avuto vite di privilegi e favori presi e dati come caramelle, sempre, che oggi arricciano il naso “schifati da questa politica e io voto Grillo per protesta”. Ma protesta di cosa? Di cercare e praticare onestà e correttezza in ogni momento della vita e della giornata, o protesta per aver avuto intaccato qualcosa nella crisi? Gente che con la DC di parte corrotta, o di forza italia che raccoglieva i voti di scambio, si è fatta i bagni e non esitava certo nel dire “no, ma scusa, e no, questo non si fa, non è corretto…”.

Posso anche essere d’accordo, nella condanna totale alla politica corrotta. Ma certo non ci son medagliette di onestà da apporre a questo o quel movimento nuovo.. e che se lo voti diventi un santo. L’onestà come la libertà si declina al personale e al singolare. Non al gruppo o al movimento.

Ma a spellarmi le mani o a dirlo, che l’essere corrotti vuol dire tante cose e non è della politica vecchia o nuova, ma di tutti e di ciascuno, potremmo essere quanti di noi nel 1992 fecimo armi e bagagli e lasciammo casa con la morte nel cuore perchè mai, e poi mai e poi mai ci saremmo seduti a fare anticamera. E quando qualcosa ci è stato dato lo abbiam vissuto come una colpa e ce lo siam sudato più degli altri e alfin lo abbiamo rigettato.

E ancora oggi il no è la prima parola che abbiamo stampata in faccia, quando riguarda un privilegio per noi stessi, o un favore particolare per qualcuno.

Vi posso assicurare che nessuno si spella le mani a fare applausi quando si agisce così. E’ una strada in salita. In salita irta. Nessuno te lo riconosce e in Sicilia non reca consensi, sappiatelo.

La cattiva politica è il cane che morde la coda ad elettori disonesti mentalmente. Che l’onestà la vedono sugli altri ma su se stessi è “deroga del così fan tutti”.
E l’uno è il corollario dell’altro. Trasversalmente abitano ogni forza politica, nessuna esclusa, nemmeno il M5S.

Poi lo ripeto, non siam tutti uguali, ma, diciamocelo, ancora è una minoranza resistente a fronte di una maggioranza omaggiante.
La realtà è molto ma molto più complessa dei buoni contro i cattivi disegnata da Grillo.

Molto comoda la realtà disegnata da Grillo. Rende tutti buoni e puri con un voto, quando non lo siamo nella vita.

Per spezzare questo circolo vizioso, come dice un mio caro amico, deve finir tutto, dobbiamo arrivare tutti col culo per terra. Dare anche ai 5 stelle cinque anni di governo per completar l’opera e disperdere questi ultimi cani di bancata che oggi fan le verginelle. E poi ripartire.

Murìu u cani.

Mila Spicola

Laurea in Architettura, già ricercatrice precaria in Storia dell’Architettura alla Sapienza di Roma, nel luglio del 2007 accetta la cattedra di ruolo in una scuola media di periferia a Palermo. Eletta negli organi di partito alle primarie del 2007, rieletta nel 2009, è stata responsabile scuola del PD a Palermo fino al luglio 2010. Organizzatrice e ideatrice insieme a Emma Dante degli incontri di teatro civile “Cu arriva ietta vuci”. Autrice di “La scuola s’è rotta”, Einaudi,2010, collabora con diverse riviste tra cui L’Unità, sulla quale ha una rubrica fissa sulla scuola dal 201o, La ricreazione non aspetta.

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