Il mio 11 settembre è quello di Allende

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Golpe

Era quarant’anni fa che nel letto della mia stanza il latte divenne subito amaro. Mamma che dice: “Hanno ammazzato il presidente Allende“. Il golpe.

Il compagno presidente, fratello massone come mio nonno, socialista come mio padre, elmetto in testa difende la repubblica mentre l’aviazione bombarda. Bianco e nero anni Settanta.

Nixon ha pianificato tutto, avrà informato il suo amico Agnelli e anche mister Monti era in quel club che non permetteva rame nazionalizzato, potere al popolo. “El pueblo unido jamai sara vencido” era una pia illusione.

Il popolo era diviso. Camionisti in sciopero, pane scarso e borghesia cattolica anticomunista. Le armi al Mir non servirono e in Italia i carri armati e i Chicago Boys aprirono la strada al compromesso storico ideato da Berlinguer nella nostra Italia che non poteva consentire un sorpasso elettorale della sinistra.

L’epica della sconfitta tragica fu nostra. Sepulveda, Littin, Isabella Allende, Inti Illimani, Violeta Parra. Un lungo sonno e Pinochet il boia che muore nel suo letto.

Anni dopo l’altro 11 settembre. In diretta televisiva. L’America dopo tanto complottare era aggredita in casa. Avevamo vagheggiato età aurea di pace. Entravamo nel conflitto globale: Ferro, Petrolio, carbone, e zucchero, e rosso rame, e telecomunicazioni.

L’America del Nord, quella centrale e quella del Sud, e l’Afghanistan, l’Iraq, la Siria, e il corso del Tago, i ruderi di Roma, il nuovo Impero e le moltitudini globalizzate ebbero le sorti mutate in un 11 settembre che si dava la mano con quello precedente quando in Cile i militari con i lori stivali unti da Nixon calpestarono il Palazzo presidenziale del compagnero presidente Salvator Allende.

Paride Leporace

Paride Leporace è nato sotto il segno dei Gemelli nell'anno in cui si svolge American Graffiti. Calabrolucano combatte le contraddizioni di due meravigliose regioni meridionali. Attualmente è il direttore della Lucana Film Commission. Nelle sue precedenti vite è stato autonomo, punk, ultrà, rilevatore storico, critico cinematografico. Ha fondato Radio Ciroma e il quotidiano Calabria Ora ma anche la Mensa dei poveri di Cosenza. Pensa di essere giornalista e ancora si chiede come abbia fatto a dirigere due giornali (attualmente il Quotidiano della Basilicata) e ad essere per cinque anni vicario di Ennio Simeone al timone del Quotidiano della Calabria. . Ha scritto il libro "Toghe rosso sangue” in cui narra la biografia dei 27 magistrati uccisi in Italia e da cui e' stato tratto l'omonimo spettacolo teatrale ancora in scena.

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