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Il modello cooperativo può far cresce il Sud. E mettere radici

Partiamo dal territorio: la diversa conformazione dei territori e quindi la diversità della logistica e dei servizi penalizzano il Sud Italia, ma questa non è certo una ragione per abbandonare queste terre al proprio destino.

Occorre mettere radici e rimanere al Sud, con la capacità di autorganizzazione tipica del modello cooperativo.

Un modello che, a differenza di altri, pone la persona al centro dell’agire e ha una base fatta di valori condivisi e applicati nel quotidiano.

L’esperienza nazionale del consorzio di imprenditori dettaglianti indipendenti associati in cooperativa Conad è fatta di capitale umano e coesione sociale: “sentire” la cooperativa come parte di sé, sulla quale investire il presente e il futuro, fa sì che gli utili vengano reinvestiti in sviluppo, in occupazione, nelle crescita di nuove competenze professionali. Cose che trovano terreno fertile nel Sud Italia.

Occorre, tuttavia, superare le politiche del passato e gli strumenti di sostegno economico – quali le leggi speciali e la Cassa per il Mezzogiorno, che non hanno prodotto altro risultato se non appiattire il grande valore delle regioni del Sud – per restituirle a quel ruolo di primo piano nell’economia del Paese che hanno sempre avuto.


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