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Il Sud ha un’anima industriale: il Mezzogiorno è la settima area europea per numero di imprese
25 Lug 2022 11:36

Il Sud ha una propria anima industriale alla cui base c’è una presenza imprenditoriale non trascurabile che contribuisce alla competitività del Paese, dove le eccellenze sono spesso nascoste nelle medie numeriche. Ma un’osservazione più accurata della realtà può mostrare tutti i tasselli di un puzzle complesso. Alcuni dati lo possono dimostrare: sono 91.969 le imprese manifatturiere meridionali, un quarto delle 367.358 imprese italiane. Il Mezzogiorno è settimo nel ranking europeo per numerosità di imprese manifatturiere, tra Spagna (168.689) e Slovacchia (77.085).

Un tessuto imprenditoriale composto non solo da PMI. I dati di questa rilevazioni provengono da un studio di SRM insieme con l’Osservatorio Cesdim. Il paper evidenziate ed analizza circa 250 grandi imprese (con oltre 50 mln € di fatturato/valore della produzione).

Al Sud le tre imprese italiane più grandi per numero di occupati

Nel Sud, sono ad esempio collocate le tre maggiori fabbriche italiane per numero di occupati.  Nell’Italia meridionale sono inoltre presenti produzioni di grande rilievo nazionale. Oltre il 50% dei laminati piani grazie al siderurgico di Taranto, il 68,6% della capacità di raffinazione petrolifera italiana, oltre la metà delle auto e della totalità di veicoli commerciali leggeri.

Ma c’è fermento anche nei settori green: gran parte dell’energia generata da fonte eolica arriva dai grandi parchi di Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna; pale eoliche per aerogeneratori di grande potenza; macinazione di grani duri e teneri in vari molini; paste alimentari con gli impianti di player; conserve di pomodori e legumi; divani e poltrone imbottiti in pelle.

Una filiera strategica per tutto il paese

La filiera industriale meridionale risulta, inoltre, fortemente interconnessa con il resto del Paese. L’export interregionale supera quello estero: per ogni euro che va all’estero se ne aggiunge 1,3 destinato al resto del Paese. Ne deriva un importante effetto moltiplicativo: investire 100 euro nel settore manifatturiero meridionale genera un notevole impatto economico sul Paese pari a 493 € (di cui 315 € fuori della regione di investimento) a fronte del dato medio nazionale di 375 €.


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