Io da “picciriddu” sulle ginocchia dei mafiosi. Ma poi ho scelto l’onestà

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Essere Siciliano nel cuore e nella mente è un valore aggiunto di cui vado fiero. Il capitalismo nordista – e finanche il sistema politico – sovente dipinge la Sicilia e segnatamente noi Siciliani, come individui avvezzi a chiedere elemosina e sussidi.

Dipingono la mia Terra, la mia Palermo, come la “fabbrica” della mafia, quando sanno perfettamente che loro stessi, i politici, latifondisti e massoni vari, l’hanno creata e curata sino ai giorni nostri.

Ma la cosa aberrante è che ignobili siciliani, oggi al potere politico, ne traggono vantaggi: non sopporto questi quaquaraquà.

Sono fiero di essere nato nel territorio dove la mafia ha avuto e ha l’apice della sua potenza, perché non mi sono fatto ammaliare dall’arricchimento facile e dal potere.

È vero, ho respirato la mafia; è vero, da picciriddu sono stato ospitato a casa di mafiosi e persino tenuto in braccio e accarezzato.

Ma la mia Sicilianità che è dinta lu miu sangu mi ha fatto decidere: l’onore di Siciliano al posto del disonore e l’onestà e l’amore per la mia Terra.

Pochi miserabili uomini hanno, ahimè, disonorato la bellezza del Popolo Siciliano. 

Pippo Giordano

Palermitano, ispettore della Dia in pensione. Ha collaborato con il giudice Paolo Borsellino fino al 17 luglio 1992, due giorni prima della Strage di via D'Amelio.

One comment

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    Vincenzo

    8 Settembre 2013 - 09:37

    la piu’ grande ricchezza della Sicilia ? i siciliani emigrati…quelli che hanno sacrificato una vita all’estero e che adesso potrebbero ( da conquistatori della propria patria ) arricchirla di nuove idee per lo sviluppo economico di questa meravigliosa terra !

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