La #disperazione nazionale che non interessa a nessuno

Shares

L’altro giorno il treno su cui mi trovavo ha messo sotto una persona.

Ce l’hanno detto dopo un po’ che eravamo fermi. La maggior parte di quello che era rimasto del suo corpo si trovava incastrato proprio sotto il treno. Quando siamo scesi, l’abbiamo visto.
Sul momento nessuno si era accorto di niente, tranne il macchinista. Il treno vibra in continuazione, e a posteriori era impossibile per un passeggero ricordare una vibrazione impercettibilmente più forte delle altre.

C’è stato fra i passeggeri qualche commento infastidito, perché si pensava che l’incidente riguardasse un altro treno. Poi, quando s’è capito che eravamo stati proprio noi a passare su quel corpo, i commenti sono finiti. Siamo scesi più o meno in silenzio, andando verso il resto della nostra giornata.

L’indomani sono andato a cercare sulla cronaca cittadina del giornale. Non c’era niente. Allora ho cercato su internet, per sapere almeno chi era la persona che si era gettata sotto il mio treno. Pochi riscontri, centrati per lo più sulle ripercussioni che l’incidente aveva avuto sul traffico ferroviario.

Nessun nome. Nessuna motivazione. Nessuna storia. Però era italiano, questo un sito d’informazione lo diceva con chiarezza. Come dire: disperazione nazionale a denominazione d’origine controllata. Mica disperazione d’importazione, di quelle tanto facili da reperire, coi tempi che corrono.

Sui giornali i suicidi non trovano spazio, nemmeno quando avvengono con tanto clamore pubblico. È considerata una forma di discrezione, oltre che una maniera per evitare i tentativi di emulazione.

E però questo alibi non regge, perché copre un fenomeno non si sa quanto diffuso. La crisi generale è composta da molte crisi individuali, di cui sfuggono i contorni. La disperazione è una galassia che viene valutata solo nel suo complesso, da lontano, con un telescopio molto potente.

Tranne quando è proprio il tuo treno a passare sopra un’impercettibile disperazione individuale.

Roberto Alajmo

Roberto Alajmo è nato a Palermo nel 1959 e a Palermo dice lui "insiste a vivere". Scrittore, giornalista e drammaturgo italiano. Collabora con diverse testate nazionali. Giornalista professionista [1], dagli anni '90 è assunto al TG3 Sicilia della RAI e collabora con diverse testate nazionali. Dal 2012 è nella redazione della rubrica "Mediterraneo" [2]. Il suo primo romanzo pubblicato è stato nel 1986 "Una serata con Wagner". Sue opere sono tradotte in inglese, francese, olandese, spagnolo e tedesco. Con il romanzo "Cuore di madre" è secondo classificato al premio Strega e premio Selezione Campiello, premio Verga, premio Palmi). È stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo e consigliere d'amministrazione del teatro Stabile di Palermo. Con "Notizia del disastro" ha vinto il Premio Mondello e con il libro "L'arte di annacarsi" ha vinto il Premio letterario Antonio Aniante. Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie La porta del sole (Novecento, 1986), Luna Nuova (Argo, 1997), Raccontare Trieste (Cartaegrafica, 1998), Sicilia Fantastica (Argo, 2000), Strada Colonna (Mondello, 2000), Il Volo del Falco (Aragno, 2003), Racconti d'amore (L'ancora del mediterraneo, 2003) Inoltre ha scritto il libretto dell’opera Ellis Island, con musiche di Giovanni Sollima (Palermo, Teatro Massimo, 2002). Il suo romanzo È stato il figlio è stato trasposto, nel 2012, in un omonimo film per la regia di Daniele Ciprì, con Toni Servillo come interprete protagonista. Il 27 settembre 2013 è nominato direttore dell'Ente Teatro Biondo Stabile di Palermo succedendo al regista teatrale Pietro Carriglio [3]. Fra i suoi libri: "Un lenzuolo contro la mafia" (Gelka 1993 e Navarra 2012) "Almanacco siciliano delle morti presunte" (Edizioni della Battaglia, 1996) "Le scarpe di Polifemo" (Feltrinelli, 1998) "Notizia del disastro" (Garzanti, 2001, Premio Mondello). "Cuore di Madre"(Mondadori, 2003, finalista ai premi Strega e Campiello. "Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo" (Mondadori, 2004) "È stato il figlio" (Mondadori, 2005, finalista al premio Viareggio e vincitore del SuperVittorini e del SuperComisso). "Palermo è una cipolla" (Laterza, 2005) "1982 - Memorie di un giovane vecchio" (Laterza, 2007) "La mossa del matto affogato"(Mondadori, 2008, premio Pisa). "L'arte di Annacarsi - Un viaggio in Sicilia" (Laterza, 2010) "Tempo Niente" (Laterza, 2011) "Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)" (Laterza, 2012) "Il primo amore non si scorda mai, anche volendo" (Laterza, 2013) Per il teatro: "Repertorio dei pazzi della città di Palermo", "Centro divagazioni notturne" e il libretto dell'opera "Ellis Island", per le musiche di Giovanni Sollima. I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, svedese e olandese.

One comment

  • Avatar

    gbravin

    26 Luglio 2015 - 08:35

    Molti morti suicidi, non vengono riportati nemmeno sulla cronaca locale. Altri, addirittura omessi o censurati. Ci fu un “suicidio” proprio nella sede del Ministero Finanze. Nemmeno il nome e giorno dei funerali furono diffusi. Tuttavia si parla costantemente, su scala nazionale, della Gambirasio, Scazzi, Ceste etc. Queste notizie dovrebbero essere relegate nelle pagine di cronaca locale dei giornali e TG Regionale.

    Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top