L’odore della speranza che si sente a Palermo, grazie agli eroi

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Quando ho ricevuto questa “testimonianza” il mio primo pensiero è andato ai miei colleghi poliziotti, carabinieri e ai magistrati, assassinati dalla mafia. Mi son detto che la “speranza” di una Sicilia, di un’Italia senza mafia può essere a portata di mano.

E, già! Perché la testimonianza di Giovanni, autore della bella lettera, accompagnata da parole dirette a me: “Leggendo il tuo libro a Palermo praticamente mi hai accompagnato e ho avuto la possibilità di far vedere a mia figlia di 5 anni molte cose! Grazie ancora!”, mi rincuora e mi sprona ad urlar ancor di più verso chi non vede, non sente e non parla.

La cecità e il silenzio, ci rende tutti complici. E quando ho chiesto a Giovanni di autorizzarmi a pubblicarla, ho pensato al sito on-line RESTOALSUD, perché tutti noi Meridionali siamo consci che non possiamo e non dobbiamo “staccarci” mai dalle nostre radici, dal nostro passato e dal nostro presente. RESTOALSUD, io non sono mai “andato via”,anche se “esiliato” per volere altrui, il mio cuore è sempre rimasto a Palermo. Sono io che ti ringrazio, Giovanni.

Reduce dalle vacanze vorrei farvi rivivere le emozioni provate portandovi con me, a spasso, tra gli indelebili ricordi attraverso l’utilizzo di un senso (che in questo viaggio è stato spesso sollecitato): l’OLFATTO.

Non sarà facile descrivere la Sicilia percorrendola come un cane da tartufo ma ci provo.

Già alla discesa dalla scaletta dell’aereo alla mattina alle 7.20 vieni investito da un’ ARIA NUOVA, inaspettata! Un aria calda, bella, profumata di macchia mediterranea… quasi la Regione ci tenesse a presentarsi e immediatamente farti capire cosa ti aspetta.

Inevitabilmente nel trasferimento dall’aeroporto ti trovi, e non puoi non fermarti, a Isole delle Femmine/Capaci qui “l’odore” che ti colpisce come un cazzotto in viso è “l’odore” della mafia e del tritolo esploso per fermare l’evoluzione di questa Regione. Alzare gli occhi lucidi e pieni di lacrime e leggere “NO MAFIA” sull’edificio bianco da dove Brusca fece partire il segnale per l’esplosione fa ancora male ma dona SPERANZA! L’esplosione di emozioni è tanta!!!… e pensare che sono solo 10 minuti che sei arrivato!

All’ombra delle steli commemorative immerse tra l’odore degli ulivi mando un grande abbraccio a Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Francesca Morvillo e Giovanni Falcone.

Poco dopo è d’obbligo la colazione. Entrando in un bar pasticceria di Capaci il naso viene invaso da mille odori di brioche, arancini, rollò, cannoli etc appena sfornati…solo a respirare quest’aria s’ingrassa ma con un godimento straordinario quando i miei denti affondano nella straordinaria ricotta profumata di agrumi del cannolo condannato a morte dal sottoscritto.

Nei giorni successivi il profumo del mare (quello vero, fresco) invade i polmoni! Quel mare che una volta uscito e asciugato dal sole fa emergere sulla pelle milioni di cristalli di sale lasciandoti addosso un profumo Mediterraneo stupefacente! Nuotare al largo del Mare di Sferracavallo è come essere ai tropici sott’acqua vedi di tutto pesci, ricci, granchi, coralli… colori, dove i 30-50 metri di profondità che hai sotto la pancia, vivaci e lucenti come se visti da dietro un vetro!

Girovagare per Palermo, con una guida d’eccezione come Tina Montinaro (moglie di Antonio Montinaro, capo scorta di Falcone), perdendosi tra gli odori dei gelsomini, dei banchi colorati di Ballarò, il Capo e Vucciria non ha prezzo!  il meraviglioso quartiere della Kalsa… i Quattro Canti, Piazza della Vergogna… è come camminare con un libro accanto che ti racconta una storia!

La cosa che stona è che ad intermittenza, quasi a ricordarti che il lavoro non è finito, si presenta dietro l’angolo è la puzza del tanfo dell’immondizia lasciata a marcire sotto il sole o all’interno dei bidoni dei rifiuti scoperti e in pessime condizioni igieniche. In questo momento Palermo non evoca più il profumo dei gelsomini o delle zagare, ma evoca l’odore che qualcosa di profondo nell’Amministrazione ancora non va!!! Vedere spazzini che invece di lavorare rimangono con la ramazza in mano un’ora a guardare l’immondizia che dovrebbero togliere fa capire quanto lavoro c’è da fare ancora! Il bello che dopo la “pausa”, la “pausa” continua andando a “pausare” da un’altra parte senza far sudare le loro scope!!! SENZA VERGOGNA!!! Visti da tutti i cittadini che pagano le tasse e quindi anche i loro stipendi!!!

Palermo, a differenza di molte altre città italiane, è praticamente tutta Centro Storico. I monumenti sono da per tutto e tutto è monumento. Te li trovi sott’occhio quando meno te l’aspetti; tra una palazzina fatiscente e uno stabile sgarrupato dai bombardamenti, ti ritrovi a tradimento gli aristocratici palazzi Liberty, i grandi balconi spagnoli ,le cupole arabe, teatro Massimo, il Politeama, villa Cinese, etc. etc. Tutti monumenti che testimoniano che la Regione è una regione di scambio, di cultura, è una regione piena di tante cose che coesistono e ognuna di loro nel bene e nel male ha scritto e scrive la storia di questa Regione. Le mura di questa città trasudano di cultura e storia purtroppo anche della storia che conosciamo meglio che si chiama MAFIA. In numerose strade spuntano le lapidi a ricordo del monumentale lavoro che molti veri antimafiosi hanno fatto pagando con la propria vita! Oggi l’antimafia è diventato un “must” per molti, non per tutti per fortuna! Davanti ad ogni lapide si respira a pieni polmoni l’aria della speranza che ci hanno regalato con il loro sacrificio.

La Sicilia è sinonimo di cibo spettacolare, di dolci che nascono da un misto di scuole (araba, spagnola etc.) che fanno impazzire le papille gustative. Arancini, il mangiare per strada, i panini con la milza (odore che ricorda il gnocco fritto emiliano in quanto la milza è preparata con lo strutto), toast fritti, rollò, pasta al forno in mille modi, anellini con ogni ben di Dio dentro…qui è l’apoteosi del buon mangiare mediterraneo nel vero e stretto senso della parola mediterraneo.

L’odore dell’incenso e delle candele delle meravigliose chiese Siciliane è come un punto esclamativo. Non c’è chiesa che entrando non emani questi profumi. Tre esempi per tutte: Santuario di S. Rosalia da cui respirando il mediterraneo gli occhi a fatica contengono il panorama spettacolare che si gode dalla montagna che sovrasta il Golfo di Palermo, La cattedrale di Monreale con il suo oro luccicante t’incanta immersa in un territorio dove la Mafia la si respira ovunque, una chiesa del quartiere della Kalza, al di là del muro delle vedove, dove fuori sembra diroccata ma varcata la soglia ti sembra di entrare in Paradiso!!!

Entrare in basilica di san Domenico immediatamente riecheggia un’emozione e una rabbia vecchia di 21 anni; non sono riuscito a trattenere le lacrime risentendo nelle orecchie la voce della moglie di Vito Schifani: “Io vi perdono, ma voi vi dovete inginocchiare …”

Non era solo mafia: c’era qualcosa di più in questi attentati se a distanza di 21 anni sappiamo chi ha “premuto il grilletto” ma non chi ha ordinato di farlo! Passare la soglia di quella chiesa con Tina Montinaro è come farsi un tatuaggio con scritto: “Pensavano di Fermarli”!!!!

L’ ultimo odore respirato è di nuovo quello del tritolo in via D’Amelio davanti a ciò che rimane a ricordo della strage che uccise il Giudice Borsellino, il capo scorta Agostino Catalano e gli agenti Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu Antonino Vullo. La sensazione che hai immediatamente è di essere osservato da dove?… dal imponente castello rosa pallido dell’Utveggio che svetta dal promontorio del monte Pellegrino. Forse è la sensazione che anche quelle persone hanno avuto arrivando quel 19 Luglio in quella via?!

Un altro cazzotto in viso ricevi quando ti rendi conto di dove sei e di come si poteva facilmente evitare quell’attentato non facendo parcheggiare tutte quelle macchine in quello spiazzo senza via di fuga alternative se non quella dell’ingresso. Altro cazzotto in faccia lo ricevi quando vieni a sapere che nel condominio di fronte abitavano al momento della strage dei mafiosi che “casualmente” quel giorno non c’erano (strana coincidenza!?).

Pochi istanti prima di andare arriva un signore con un sacchetto di plastica in mano canottiera nera, pantaloncini neri, scarpe da ginnastica. Dietro gli occhiali due occhi gonfi di lacrime e tensione. Mi saluta, si gira e fa un saluto militare rivolto alla fotografia di Paolo Borsellino, s’inginocchia e prende tra le mani la bandiera italiana e prega… prega per suo figlio in servizio nella Guardia di Finanza e chiede “protezione” per lui… tra le lacrime! Un’immagine questa che fa da tramite tra la paura del passato e la speranza del futuro di questa gente e di tutti gli italiani!

In quel momento mi torna alla mente un cartello che fu messo sul luogo dell’uccisione del Prefetto Dalla Chiesa (3 Settembre 1982): « Qui è morta la speranza dei palermitani onesti. »

OGGI A PALERMO 3 Settembre 2013 mi sento di scrivere dopo tutto quello che ho odorato: “Qui è viva ed è forte la SPERANZA dei palermitani (italiani) onesti!!”

Un ringraziamento con grande affetto e stima lo devo a Tina Montinaro (un’amica sincera, unica e non ripetibile che vive nel mio cuore), ai suoi due figli (Giovanni e Gaetano) straordinari esempi di speranza e a tutte le persone che ho conosciuto che ogni giorno si svegliano e hanno sempre la forza di non smettere di crederci e di ricordare! Spero che anche voi possiate sentire questo odore di speranza!

Giovanni Gianni Gargano

(foto di Giuseppe Romano)

Pippo Giordano

Palermitano, ispettore della Dia in pensione. Ha collaborato con il giudice Paolo Borsellino fino al 17 luglio 1992, due giorni prima della Strage di via D'Amelio.

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