Partire o restare in Sicilia. In attesa della rigenerazione

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C’è un libro di Antonio Calabrò: “Cuore di Cactus”, pubblicato da Sellerio.

Uno di quei libri che innescano ragionamenti in sequenza, come nel principio del domino. Si tratta di partire o restare, nella speciale versione del dilemma che riguarda tutti coloro che sono nati in Sicilia.

La questione è molto vexata, al punto di diventare un genere letterario a se stante.

Nessun siciliano intelligente può pensare che la sua scelta, a prescindere da quale, sia la più giusta in assoluto.

E del resto entrambe le fazioni – siciliani di scoglio e siciliani di mare aperto, secondo una vecchia definizione – nutrono ciascuna dubbi, rimpianti e ripensamenti. Esiste tuttavia una specificità tutta isolana, che si è acuita negli ultimi anni, e che rende l’esperienza dell’emigrazione, intellettuale o meno, ancora più frustrante.

Il Nord Italia si è ormai sicilianizzato e, salvo eccezioni, lo scenario culturale e occupazionale risulta ugualmente depresso da un capo all’altro del Paese. Scappare non basta più. Bisogna scappare molto lontano.

Oppure restare e piegarsi alle peggiori logiche. Nascere in Sicilia rimane una condanna. Felice il condannato cui è dato scegliere fra esilio ed ergastolo.

Ogni ondata di emigrazione segue sempre una stagione di grandi speranze dissipate.

A partire sono ogni volta quelli che si erano illusi, quelli che si erano battuti. I migliori.

Viceversa, tendono a restare quelli che si piegano, che si accontentano.

E ogni volta la Sicilia futura si modella di conseguenza.

La scrematura dei siciliani migliori fa sì che per rigenerare una nuova ondata di speranze bisogna sempre aspettare il ricambio generazionale.

L’ultima migrazione-scrematura avvenne all’indomani dell’insurrezione morale susseguente alle stragi del ’92. Oltre vent’anni fa.

C’è di buono che ormai non dovrebbe mancare molto.

Roberto Alajmo

Roberto Alajmo è nato a Palermo nel 1959 e a Palermo dice lui "insiste a vivere". Scrittore, giornalista e drammaturgo italiano. Collabora con diverse testate nazionali. Giornalista professionista [1], dagli anni '90 è assunto al TG3 Sicilia della RAI e collabora con diverse testate nazionali. Dal 2012 è nella redazione della rubrica "Mediterraneo" [2]. Il suo primo romanzo pubblicato è stato nel 1986 "Una serata con Wagner". Sue opere sono tradotte in inglese, francese, olandese, spagnolo e tedesco. Con il romanzo "Cuore di madre" è secondo classificato al premio Strega e premio Selezione Campiello, premio Verga, premio Palmi). È stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo e consigliere d'amministrazione del teatro Stabile di Palermo. Con "Notizia del disastro" ha vinto il Premio Mondello e con il libro "L'arte di annacarsi" ha vinto il Premio letterario Antonio Aniante. Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie La porta del sole (Novecento, 1986), Luna Nuova (Argo, 1997), Raccontare Trieste (Cartaegrafica, 1998), Sicilia Fantastica (Argo, 2000), Strada Colonna (Mondello, 2000), Il Volo del Falco (Aragno, 2003), Racconti d'amore (L'ancora del mediterraneo, 2003) Inoltre ha scritto il libretto dell’opera Ellis Island, con musiche di Giovanni Sollima (Palermo, Teatro Massimo, 2002). Il suo romanzo È stato il figlio è stato trasposto, nel 2012, in un omonimo film per la regia di Daniele Ciprì, con Toni Servillo come interprete protagonista. Il 27 settembre 2013 è nominato direttore dell'Ente Teatro Biondo Stabile di Palermo succedendo al regista teatrale Pietro Carriglio [3]. Fra i suoi libri: "Un lenzuolo contro la mafia" (Gelka 1993 e Navarra 2012) "Almanacco siciliano delle morti presunte" (Edizioni della Battaglia, 1996) "Le scarpe di Polifemo" (Feltrinelli, 1998) "Notizia del disastro" (Garzanti, 2001, Premio Mondello). "Cuore di Madre"(Mondadori, 2003, finalista ai premi Strega e Campiello. "Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo" (Mondadori, 2004) "È stato il figlio" (Mondadori, 2005, finalista al premio Viareggio e vincitore del SuperVittorini e del SuperComisso). "Palermo è una cipolla" (Laterza, 2005) "1982 - Memorie di un giovane vecchio" (Laterza, 2007) "La mossa del matto affogato"(Mondadori, 2008, premio Pisa). "L'arte di Annacarsi - Un viaggio in Sicilia" (Laterza, 2010) "Tempo Niente" (Laterza, 2011) "Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)" (Laterza, 2012) "Il primo amore non si scorda mai, anche volendo" (Laterza, 2013) Per il teatro: "Repertorio dei pazzi della città di Palermo", "Centro divagazioni notturne" e il libretto dell'opera "Ellis Island", per le musiche di Giovanni Sollima. I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, svedese e olandese.

One comment

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    Gef

    23 Ottobre 2014 - 10:42

    Non c’è più spazio per la morale dell’ostrica; la pressione fiscale è ora, e schiaccia sempre più i giusti in un momento in cui ogni passo falso anche involontario può voler dire perdere anche lo scoglio su cui sei nato. In Sicilia siamo tanti, ormai è una mattanza e io me ne sono andato perché non volevo più pane amaro per il sapore del sangue mio e d’altri che lo inzuppava. Di “imprenditoroni”, pidocchi arricchiti che ti tengono per la gola sapendo che di quei quattro soldi in nero hai bisogno, perché altrimenti qualcuno ti cercherà conti ce ne sono ovunque, ma sempre un pò meno di lì. Di lì in Sicilia, intendo. Il cuore piange, ma la vita impone.

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