Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare la Sicilia

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“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare la Sicilia.

Un bambino su due in Sicilia vive intorno alla soglia di povertà, uno su quattro sotto quella soglia. Da anni nelle scuole, soprattutto quelle di periferia, noi docenti facciamo collette per comprare quaderni o penne o colori, per regalare libri. Ma adesso è una valanga a cui non riusciamo a tenere testa.

La povertà educativa crescente, che si fa discriminazione, che si fa dispersione, contro cui ci troviamo a tenere testa soprattutto nelle periferie, comincia da un bambino o una bambina senza il diario, senza i colori, senza le penne. Nel mondo sono vari i motivi per il mancato accesso all’istruzione e noi non facciamo eccezione. Abbiamo l’accesso ma troppi bimbi sono privi di mezzi. Lo stato fornisce i libri, ma non il resto. All’ennesima segnalazione mi sento in obbligo di agire.

Molti avranno letto l’appello della Caritas di Palermo.

Se la politica è la più alta forma di carità, come dice papa Francesco, piego il mio ruolo, forse in modo politicamente scorretto, per far arrivare a quanta più gente possibile l’appello di noi docenti siciliani e della Caritas di Palermo, ma lo estendo a tutte le città e a tutti. Oltre che, ovviamente, a tutti i militanti, esponenti e iscritti, del mio partito.

“Nelle scuole troppi bambini e troppe bambine hanno bisogno di penne, quaderni, colori, portacolori, gomme e quant’altro di materiale di cancelleria”. In ogni grande città ci sono centri di raccolta della Caritas, comprateli e portateli là, loro si preoccuperanno di farli arrivare alle giovani coppie e alle famiglie indigenti, o alle scuole. Anche un solo quaderno fa la differenza. Nei centri più piccoli andate direttamente nella parrocchia.

La politica, di cui sono esponente, dovrebbe farsene carico con provvedimenti, finanziamenti, aiuti, è vero. Questa è la mia costante battaglia da donna che fa politica, il ddl regionale sul diritto allo studio è pronto e giace depositato all’Ars: chiedo ancora una volta ai 90 deputati di alzare per un attimo la bocca dal fiero pasto e di preoccuparsi di discuterlo e approvarlo.

Ma da insegnante e donna di scuola non posso attendere che i miei alunni dai banchi passino alla strada senza battermi con le mani e con i denti per impedirlo e mi faccio subito veicolo e cassa di risonanza per questa richiesta. Chiedo il supporto dei mezzi di comunicazione per veicolare l’appello. E chiedo a chiunque legga di passare parola e di agire insieme a noi.

Chiunque può essere il cambiamento che vuole nel mondo, fortissimamente credo che la scuola sia il più alto mezzo di cambiamento positivo e tutti possiamo contribuire, non solo a parole. Credo ci sia una forte necessità di portare il sorriso e il segno di una comunità nelle classi, con gesti sani che tutti possiamo compiere.

So quanto è grande lo spirito di solidarietà di noi siciliani. Invito dunque tutti e tutte ad acquistare materiale scolastico e portarlo alla sede della Caritas di Palermo in via Santa Chiara 10, a quella di Catania. Oppure di contattarmi, per organizzare la raccolta direttamente a casa vostra.

Mila Spicola

Laurea in Architettura, già ricercatrice precaria in Storia dell’Architettura alla Sapienza di Roma, nel luglio del 2007 accetta la cattedra di ruolo in una scuola media di periferia a Palermo. Eletta negli organi di partito alle primarie del 2007, rieletta nel 2009, è stata responsabile scuola del PD a Palermo fino al luglio 2010. Organizzatrice e ideatrice insieme a Emma Dante degli incontri di teatro civile “Cu arriva ietta vuci”. Autrice di “La scuola s’è rotta”, Einaudi,2010, collabora con diverse riviste tra cui L’Unità, sulla quale ha una rubrica fissa sulla scuola dal 201o, La ricreazione non aspetta.

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