Vi spiego i vantaggi di uscire dall’euro

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I vantaggi di uscire dall’euro:

Ripristino del Welfare (Sanità, Scuola, Giustizia): poter assumere medici, infermieri, personale ausiliario nella giustizia, insegnanti, superando il blocco delle assunzioni che ci affligge da anni; costruire scuole, carceri, presidi sul territorio: migliorerà la qualità della nostre esistenza; migliorerà il nostro reddito; ci renderà un Paese civile;

Miglioramenti salariali: superare il blocco delle retribuzioni e ripristinare salari e stipendi adeguati alla qualità e quantità del lavoro svolto;

Diminuzione delle tasse: uscire dall’Euro è il solo modo (l’unico modo!!) per poter ridurre le tasse, che oggi servono, in gran parte, a pagare interessi sui prestiti di moneta, cui è costretto uno Stato che non ha moneta propria;

Investimenti di Stato in infrastrutture (fonti energetiche, digitalizzazione), che provocheranno una iniezione di moneta nuova, stimoleranno produzione ed aumenti salariali, abbatteranno i costi di produzione (questo, si) e tenderanno a equilibrare la nostra tendenza ad importare energia dall’estero;

Protezione del made in Italy grazie alla fluttuazione del cambio, che scaricherà sulla moneta (e, dunque, sulla sua capacità di acquisto sul mercato estero) gli squilibri economici, proteggendo, nel mercato interno, salari e stipendi.
Per un futuro, finalmente, sereno, senza l’incubo della competizione, dei tagli, della morte d’impresa, che ci mette l’uno contro l’altro.

Ora, dite pure quali siano stati, in questi dodici anni, i “vantaggi” di stare nell’euro…

Gennaro Varone

Gennaro Varone, nato a Taranto il 16 maggio 1964. Magistrato dal 1989, attualmente con funzioni di sostituto procuratore presso il Tribunale di Pescara.

Comments (11)

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    gianfranco

    29 Dicembre 2014 - 09:07

    Mi spiace ma non sono d’accordo; basta fare un piccolo esempio: quando si dice che svalutando la moneta si scaricano sulla stessa gli squilibri economici bisogna ricordare anche che dopo ogni svalutazione siamo sempre più poveri e che per acquistare materie prime (noi ne siamo particolarmente sprovvisti) dovremmo spendere di più. Con questa economia globalizzata i giochini della svalutazione pongono lo stato in una posizione debole e facile da essere aggredito economicamente dal mondo finanziario. Non è detto che ciò che andava bene 15 anni orsono oggi sia utile altrettanto. Altro è fare quelle riforme che altri paesi hanno fatto e che ci permettano di ripartire. per ultimo con la lira, grazie alle svalutazioni gli interessi bancari erano a due cifre; 15/18% per famiglie e titoli di stato. provate ad immaginare!!!

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    GM

    29 Dicembre 2014 - 12:54

    se usciamo dall’euro il default dello stato avverrà in tre giorni. In seguito alla svalutazione della nuova lira sull’euro il debito pubblico salirà dal 130% del pil al 200% del pil e sarà impagabile, con conseguente default

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    giuseppe

    29 Dicembre 2014 - 14:34

    Qualcuno mi sa spiegare se usciamo dall’euro e ritorniamo alla lira a quanto corrrisponderebbe in lire un euro? Il nostro debito pubblico a quanti mioni di liliardi di lire corrisponderebbe?. Grazie.

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    Sandro Lombardo

    29 Dicembre 2014 - 19:56

    peccato che e rimasto ben zitto quando all’ingresso dell’euro, la cui valutazione e stata di
    1936, lire circa, sul mercato reale, di 2000 sul mercato dell”imbroglio, ma possiamo dire sul mercato italiano, perche vengo a spiegare al signore, che un operaio che guadagnava 1 milione di lire al mese automaticamente riceveva 500 questo per il valore della moneta, mentre l”energia, che costava in bolletta 50,000 lire passo in breve a 50 euro. dove sta l’imbroglio? …prima ci spieghi questo, dopo magari crederemo a cio che ha scritto , e che magari scriveranno tanti altri in valutazioni diverse, a seconda della palla di vetro grazie

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    Alberto

    30 Dicembre 2014 - 00:13

    Eppure anche un bambino si accorge che ci hanno truffato e che continuano a farlo… Inoltre continuano a togliere diritti! Solamente le persone a cui ancora le cose vanno bene ed hanno il lavoro, sono titubanti nel tornare alla Lira o semplicemente uscire da questa morsa che ci stà spappolando la vita

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    Marco Guarguaglini

    30 Dicembre 2014 - 00:39

    …non siamo gli inglesi che anno materie prime e moneta forte, siamo una nazioncina piccola e debole che da sola non ce la fa’, uscire dall’euro perche ? non ce motivo anzi abbiamo fortuna nell’esserci, la debolezza e vizio italiano che non sappiamo stare alle regole e quindi peniamo per questo, con l’uscita dalla moneta 48 ore falliamo, abbiamo vissuto con una dc che con la paura del comunismo e per prendere voti a fatto e disfatto l’italia lasciandola piena di debiti e piena di pensioni rubate allo stato anzi ai cittadini, con l’era ventennale di berlusconi anno depredato tutto quello che rimaneva, ora con questo renzi ma appoggiato da massima maggioranza mangiano anche le briciole rimaste, ma cosa volete uscire dalla moneta, impariamo a gestirci se entrano 5 euri non possiamo spenderne 10 ci siamo capiti ?

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    gabriele

    30 Dicembre 2014 - 06:32

    per fortuna c è qualcuno che conosce la verita diciamo che la verita ha piu facce se in parte è vero quello che è stato scritto sopra ma è anche vero al 100 per cento quello che ha scritto il nostro amico ma aggiungo che fallire per lo stato significa che sono i cittadini noi tutti che falliremo che avremo una nuova moneta che potrebbe valere quanto la carta igienica e poi precisiamo si dice lira ma non avrebbe niente a che fare con la moneta di un tempo perchè i presupposti sono molto diversi basta guardare tutti i parametri a confronto del nostro paese esempio debito pubblico quanto c era la lira era poco piu della meta disoccupazione tassi interesse credo che tornare a una nuova moneta significherebbe piu mali che beni

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    Michele

    30 Dicembre 2014 - 08:45

    In Italia purtroppo l’euro e’ stato equiparato alla lira. Quello che prima costava mille lire e con la trasformazione in euro doveva costare circa 50 centesimi, costa realmente un euro. Questo fenomeno ha ridotto il potere di acquisto delle famiglie perche’ i salari sono rimasti conformi al cambio, ossia uno stipendio di un milione si e’ trasformato in uno stipendio di cinquecento euro. Lo Stato avrebbe dovuto mantenere il doppio regime per rimanere uno stato sovrano. Quindi occorre che l’Europa si dia una politica unitaria. Non e’ assolutamente possibile sostenere una moneta comune con un diverso peso politico, determinando la sperequazione del potere di acquisto nei vari stati.

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    max

    30 Dicembre 2014 - 09:03

    L’euro è stato l’inganno più grande che ci hanno fatto !
    torniamo indietro e ripistiniamo la lira con il vecchio valore;1 euro=1927,36 lire!
    ritorniamo a vivere e non diamo retta a chi vuole fare il cambi 1 euro =1 lira perché allora si che
    ci condanneremo con le nostre mani!
    Abbiamo la tecnologia più rivoluzionaria insabbiata e congelata l’alternativa al petrolio,solo con il fotovoltaico soddisferemo il bisogno interno d’altronde abbiamo i sole a differenza degli altri stati della ue!
    qualcuno perderà ma sarà chi si è arricchito a discapito degli altri,l’impotante ricomciare a vivere con dignità e non andare a lavorare solo per pagare e non avere garanzie!

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    Antonio Chiuri

    30 Dicembre 2014 - 10:58

    Non condivido l’idea che l’uscita dall’Euro porti vantaggi all’Italia, semmai è il contrario.Cerco di dare una breve spiegazione: negli anni 60 abbiamo avuto la palma d’oro per la moneta più stabile.
    Erano gli anni del boom economico, negli anni 70 la crisi del golfo ci ha posto di fronte a una realtà diversa cui i politici hanno fatto fronte in maniera dissennata dando tutto a tutti emettendo BOT a tutti spiano, senza pensare se il nostro Paese poteva o non poteva elargire benefici ai cittadini senza misura o necessità ma lo facevano solo in vista di voti al fine di stare al comando e assicurarsi lauti vitalizi e l compensi ai danni di coloro che sarebbero nati dopo.
    Sono stati tanto intelligenti o furbi da non porsi mai la domanda che qualunque genitore si sarebbe posta : Chi pagherà i debiti?
    L’affidabilità di un Paese, dipende dalla sua ricchezza , dalle riserve auree ecc, ecc.Qualcuno più anziano potrebbe ricordarsi che negli anni trascorsi per comprare un marco erano sufficienti 180 lire, nel giro di pochi anni per lo stesso marco occorrevano 1000 lire, così per la sterlina e per il franco svizzero, ciò significa che mentre le altre monete si rinforzavano, la nostra lira si indeboliva.
    Tutto questo è accaduto quando l’Italia non faceva parte dell’Euro.
    Da quando l’Italia è entrata nell’Euro, sempre 1936 lire vale l’euro.
    Vi siete mai chiesto quante lire sarebbero necessarie per comprare un euro se fossimo rimasti fuori dall’Europa? Evito di fare altri commenti.
    Antonio

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    alessandro

    7 Luglio 2015 - 10:40

    come è possibile che paesi come italia Grecia e Spagna conquistatori di mezzo mondo oggi devono farsi prendere in giro da un gruppo di persone CHE VOGLIONO SOTTOMETTERCI CON UNA MONETA E CON DELLE REGOLE ma hanno vinto una guerra contro di noi oppure sperano di riuscirci?

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