A Londra c’è il supermercato per i disoccupati

Shares

LONDRA – Fare la spesa spendendo il 70% in meno, comprare cibo locale, ricevere consigli su come risparmiare senza farsi mancare niente e tornare di nuovo lavorare.

E’ la ricetta del primo “supermercato sociale” che ha aperto i battenti ieri mattina a Londra.

ll negozio si chiama “Community Shop”, cioè “negozio per la comunità” e si trova a West Norwood, a mezz’oretta di macchina dal centro città.

E’ rivolto alle persone che vivono nei dintorni e in condizioni economiche disagiate – disoccupate, soprattutto – costrette a ricevere i “benefit”, cioè i contributi economici dal governo inglese (proprio quelli che infiammano l’opinione pubblica britannica perché sempre più diffusi, specie tra i nuovi arrivati in UK).

Ecco perché, per adesso, il supermercato sociale si rivolge ad un massimo di 750 persone, solo membri della comunità locale.

La membership si rinnova ogni sei mesi e viene accettata solo se è motivata dalla voglia di migliorare la propria vita.

Il cibo al prezzo superscontato è fornito dalle catene più importanti della grande distribuzione inglese: Marks and Spencer, Asda, Tesco, Morrisons, The Co-operative, Ocado, Innocent, Brake Brothers, Nestlé and Muller.

Si riempie il carrello anche di buone idee: il programma di sostegno si chiama “The Success Plan” e fornisce consigli utili per sentirsi più sicuri di se stessi, imparare a gestire il proprio denaro, scrivere un CV e perfino a cucinare cibo sano risparmiando.

Il progetto segue l’apertura del supermercato sociale a Goldthorpe (South Yorkshire, nel nord del Regno Unito) a dicembre dell’anno scorso: il risultato è stato incoraggiante – 1 persona su 5 ha trovato lavoro – e questo ha dato il via al negozio londinese e ad altri 19 in programma.

La società Company Shop Group – un’impresa sociale che ha trovato l’ok entusiasta del sindaco Boris Johnson e delle amministrazioni locali – spiega di voler aiutare oltre 20mila persone in difficoltà economica in tutto il Regno Unito ed aggiunge che ogni anno l’Inghilterra butta via più di tre tonnellate e mezzo di cibo: il 10% finisce nella spazzatura solo per errori di confezionamento o di etichettatura.

Foto tratte dal profilo Twitter ufficiale di Community Shop

Questo slideshow richiede JavaScript.

Video tratto dal canale YouTube ufficiale di Community Shop

Francesca Marchese

E' una giornalista professionista freelance. Vive e lavora a Londra, dove si occupa di progetti di comunicazione per aziende ed enti culturali. A Catania ha scritto di cronaca per l'agenzie di stampa Italpress, ed ha collaborato con quotidiani cartacei ed online. Ha curato per "RadioCatania" il programma "Catania Report Economia" e per quattro anni è stata un volto del telegionale "PrimaLineaTg" di Telecolor. Il suo Speciale "Emanuele: la sua Facoltà" è stato finalista nel 2009 del Premio Ilaria Alpi nella sezione Giovani. Ha ricoperto il ruolo di ufficio stampa per enti regionali e nazionali. E' un'appassionata di tecnologia, startup, media digitali e food. Le sue passioni sono il cinema ed viaggi, porta sempre con sé l'identità della Sicilia. Vorrebbe scrivere ogni giorno una buona notizia sui beni culturali dell'Isola.

Comments (3)

  • Avatar

    daniele

    16 Dicembre 2014 - 09:47

    chiunque oggi è un passo davanti a noi…gli italiani lo furono…

    Rispondi
  • Avatar

    sierragulf

    16 Dicembre 2014 - 15:15

    Siamo in Inghilterra……un paese civ8ile molto meno buonista del nostr ma molto più accogliente della mafiosa italietta…….che campa a quattro ganasce con gli immigrati.
    Non c’è da stupirsi se in Inghilterra o negli USA e persino nella teutonica Germania ci siano strutture di assistenza per i meno fortunati.
    E caspita….funzionano sempre e senza togliere dignità all’utente.
    Proprio come a casa nostra …….

    Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top