Al via il #BrasilFilmFest che conquisterà #Bari

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Con la prima edizione del Bari Brasil Film Fest, il capoluogo pugliese punta a confermarsi, anche nel 2016, tra le capitali del cinema in Italia e tra le città del Mezzogiorno più attenta a quella che è, secondo la nota definizione del critico cinematografico Ricciotto Canudo, la “settima arte”.

Nella città che, già da 8 anni, ospita il sempre più apprezzato Bari International Film Festival (Bif&st), arriva, infatti, questa rassegna inedita per raccontare un Brasile “d’autore”, autentico, diverso da quello stereotipato e più conosciuto.

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Promosso dalla giovane associazione culturale “Abaporu” – e sostenuto dall’assessorato alle Culture del Comune di Bari, dall’Apulia Film Commission, dall’Ambasciata del Brasile a Roma e dai Giovani Imprenditori di Confindustria Puglia – il festival sul cinema brasiliano si svolgerà dal 2 al 7 febbraio nel multisala Showville.

Non solo cinema, tuttavia. Ci saranno, infatti, tra l’Ex Palazzo delle Poste e la sede di Confindustria Bari, anche attività collaterali e complementari dedicate a far conoscere la cultura gastronomica e le tradizioni del paese carioca.

Un Paese, erroneamente e principalmente noto solo per il calcio o la samba e la capoeira – e non anche per i suoi paesaggi e colori, per i suoi monumenti storici e la sorridente e innata allegria dei suoi cittadini – perciò, attraverso il suggestivo linguaggio del cinema, tutto da scoprire, da conoscere e da apprezzare.

Tutte le informazioni su: www.abaporu.org

 

Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

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