“I bastardi di Pizzofalcone”. Intervista a Massimiliano Gallo

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Nella stazione di polizia di Pizzofalcone del capoluogo partenopeo, c’è una squadra di poliziotti che sostituisce colleghi inquisiti per una storia legata allo spaccio di droga. I nuovi arrivati, guidati dal Commissario Palma, ereditano il soprannome ‘I Bastardi’, ma non si rassegnano a quest’etichetta che gli è stata data. Tutti i poliziotti hanno vite private complicate, qualche segreto che vogliono tenere per sé, ma sono innamorati del proprio lavoro. Realizzata da RaiFiction con Clemart, la fiction racconta Napoli, ma soprattutto racconta le persone in tutte le loro sfaccettature. In occasione dell’ultima puntata che andrà in onda questa sera su Rai1, abbiamo intervistato Massimiliano Gallo, calatosi benissimo nelle vesti del commissario Palma.

Da lunedì 9 gennaio ti vediamo nella nuova fiction di Rai1. Chi sono “I bastardi di Pizzofalcone”?

Sono alcuni poliziotti che a Pizzofalcone hanno sequestrato una partita di droga; una parte di questa, l’hanno tenuta per rivenderla. Ecco che il commissariato deve essere chiuso e viene mandato il mio personaggio, il vice questore; gli mandano i più scarsi, i vinti, coloro che per un motivo o per un altro non hanno fatto nel modo più consono il proprio lavoro. Ben presto però questi uomini cambieranno la vita di questo commissariato.

Per quali motivi hai accettato questo progetto televisivo?

Innanzitutto per Alessandro Gassman, con il quale avevo già lavorato sia per il piccolo sia per il grande schermo. Inoltre mi piacciono moltissimo i romanzi di De Giovanni, un autore davvero molto bravo in questo genere di scrittura. Infine perché Rai1 sta dimostrando di fare prodotti di grande qualità, questo in particolare nella mia Napoli.

Ci racconti un po’ più nei dettagli del tuo personaggio? Come ti sei preparato per questo ruolo?

Posso dirti che tutti i personaggi di questa storia hanno voglia di riscattarsi, non soltanto nel ruolo pubblico che vanno a rivestire, ma anche nella loro sfera privata. Il mio, in particolare, sta vivendo una fase molto delicata della sua vita privata; è in fase di separazione dalla moglie. Vuole anche fare carriera dimostrando al questore di essere all’altezza di riuscire nell’impresa di tenere a bada il commissariato di Pizzofalcone. Sono personaggi a tutto tondo che, oltre a svolgere un lavoro molto complesso spesso sotto i riflettori, hanno anche una vita extra lavorativa non così semplice da gestire.

Non è la prima volta che la Rai prende in prestito romanzi polizieschi per farne progetti cinematografici e televisivi. Questa volta, parliamo di una fiction televisiva. Secondo te la giustizia italiana come viene rappresentata nel piccolo schermo?

Non è semplice rispondere a questa domanda in realtà. Rai1, per esempio, fa progetti molto interessanti, politicamente corretti; pur a volte raccontando il marcio del nostro Paese, è consapevole che questa è la rete ammiraglia e, come tale, si rivolge alle famiglie. Una televisione di Stato entra nelle case e di questo deve tenerne conto. “I bastardi di Pizzofalcone”, per quanto sia un prodotto televisivo rassicurante, è una fiction in cui i personaggi sono fortemente umani, perché vivono tensioni vere, molto vicine al quotidiano.

Anche in questa fiction si parla di criminalità organizzata. Da attore, come si può fare per combatterla?

De Giovanni, in questi romanzi, riesce a parlare di morti ammazzati senza parlare di camorra; racconta un’altra sfaccettatura di Napoli. Detto questo, credo che il cinema non abbia una funzione educativa come invece una televisione di Stato, perché nessuno ti obbliga ad andare a vedere un film piuttosto che un altro. L’attore, secondo me, dovrebbe impegnarsi sempre di più ad accostare le parole ai fatti, non soltanto chi fa parte del mondo dello spettacolo, ma tutti coloro che hanno una visibilità mediatica. Siamo tutti bravi a parlare; ecco, è arrivato il momento di abbinare le parole ai fatti.

Cosa vorresti arrivasse al pubblico di questa fiction?

Sperando di aver rispettato i romanzi, mi auguro arrivi la forte umanità dei personaggi!

Nuovi progetti?

Ho diversi progetti in uscita; per citarne alcuni, “Veleno”, un film sulle conseguenze della Terra dei fuochi, una commedia di Stefano Incerti “La parrucchiera”, poi “Metti una notte”, il nuovo film di D’Alatri e una nuova fiction con Luca Argentero che si chiama “Sirene”.

Giulia Farneti

Giulia Farneti nasce a Cesena il 16 gennaio del 1989. Ha collaborato per due anni con il quotidiano Infooggi occupandosi di attualità e di criminalità organizzata, aprendo anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Per quasi altri due anni, ha scritto per il quotidiano La Nostra Voce occupandosi di cinema, teatro e televisione, le sue grandi passioni. Ha sviluppato una vera e propria coscienza antimafia, riuscendo a far approvare nella sua provincia quattro conferenze per sensibilizzare la cittadinanza alla cultura della legalità. mail: [email protected]

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