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Ci sono sei milioni di ecoballe da smaltire. E il ministro Orlando chiama il Cnr

“Ho chiamato il Cnr e l’Enea per trovare alternative, integrative o in parallelo. Se si trova un’alternativa io sono la persona più felice del mondo”. Così il ministro Andrea Orlando in audizione in commissione Ambiente al Senato parla di come poter risolvere la questione relativa allo smaltimento di 6 milioni di ecoballe in Campania, che per ora sembrano destinate ad essere ‘bruciate’ in un inceneritore ad hoc. “L’Ue – afferma Orlando – dice che l’impianto è previsto nel Piano della Regione Campania.

Il punto è che a questo punto o troviamo un altro modo o facciamo l’impianto” dedicato. Da “escludere la ‘tombatura’, cioé un’enorme collina che ricopra i rifiuti” delle ecoballe anche perché “l’Europa ci ha detto di ‘no’. L’unica cosa che non si può fare è non fare niente”.

Quanto all’avvio del Sistri, il Sistema di tracciabilità dei rifiuti, Orlando specifica che non si “rinviato” di nuovo proprio per “non avere questa spada di damocle, anche perché non sappiamo se ferisce, uccide o se magari funziona”.

Infine, il ministro parla della ‘Terra dei fuochi‘, il triangolo di terra compresa tra Napoli, Caserta e Nola: “E’ un’emergenza nazionale”, per la quale “l’importante è che ci sia un riconoscimento formale a partire dalla Legge di Stabilità. Un’ipotesi da approfondire è capire se una parte dei proventi delle confische possano essere utilizzati per le bonifiche. È una via da esplorare”.


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