';

Così combattiamo la mafia in Sicilia
06 Feb 2015 08:16

Più volte abbiamo sostenuto, anche in occasioni di incontri istituzionali, che l’impegno della Rete della Legalità del Mezzogiorno contro la criminalità organizzata sarà sempre fermo e deciso.

La lotta alla criminalità organizzata e alle mafie non deve avere sosta, deve proseguire con la massima determinazione.

Riteniamo che la nostra azione di contrasto alle mafie e all’illegalità può essere più forte ed incisiva solo se portata avanti unitariamente con altre forze politiche, civiche ed associative che hanno il nostro stesso obiettivo.

Ci siamo avvalsi, infatti, di diverse collaborazioni e di promotori per la realizzazione della “Rete delle Legalità del Mezzogiorno”. Tra i promotori anche il Presidente Pietro Grasso che ci ha stimolati affinchè questo progetto decollasse non solo nel Mezzogiorno ma nel resto del Paese.

Siamo partiti dai giovani e dalla società civile, da noi stessi, attraverso la costituzione di una “Rete” radicata in tutti i territori e le realtà del Meridione. Abbiamo combattuto tante battaglie, anche in Sicilia, a partire dalla Formazione Professionale, un settore allo sbando dove vige l’illegalità diffusa. E siamo partiti dalla città di Vittoria con la firma di un protocollo d’intesa tra la nostra Rete e l’amministrazione comunale.

Siamo, quindi, d’accordo con il percorso avviato dal Sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia a seguito della difficile situazione che si è creata, da tempo, nella sua città.
La città di Vittoria, come del resto tante altre città in Sicilia e nel Mezzogiorno, sta vivendo una situazione molto difficile, a diretto contatto con quei fenomeni di devianza e disadattamento sui quali finiscono per crescere forme di criminalità socialmente pericolose ma anche con quei fenomeni di stampo mafioso che si sono radicati in alcuni settori, tra cui quello agricolo.
D’altra parte l’agricoltura sta vivendo un momento estremamente complicato e i tentacoli della criminalità organizzata si stanno inserendo nei gangli vitali del settore, condizionando pesantemente l’attività produttiva e lo stesso futuro imprenditoriale di tantissimi produttori.

Da tempo, purtroppo, l’attenzione rivolta dalla criminalità all’agricoltura – come abbiamo rilevato in precedenti dossier- è particolarmente rilevante in quanto il settore primario è un terreno nel quale si sviluppano “affari” di grosse dimensioni. La ragione può essere facilmente ricercata nel fatto che questo particolare e delicato segmento produttivo provvede in maniera sostanzialmente diretta al fabbisogno primario di milioni di persone per garantire loro la sopravvivenza, specie in questi momenti di crisi, dove i beni di primissima necessità diventano indispensabili e insostituibili. Ecco perché c’è l’interesse ad investire, riciclare e mantenere una schiera di “sudditi” per il lavoro di manovalanza. Non solo. Attraverso le campagne è possibile esercitare il controllo del territorio per utilizzarlo come base per nascondigli, oppure come punto di partenza per ulteriori sviluppi imprenditoriali. L’interesse delle organizzazioni criminali, pertanto, non è focalizzato soltanto verso i settori dove, in materia, c’è una consolidata letteratura: edilizia, smaltimento dei rifiuti, autotrasporto, sanità, formazione professionale. Il fenomeno delinquenziale si sta allargando in modo vistoso e allarmante anche dell’agricoltura, in particolare nei territori e nei segmenti meno industrializzati, come quello di Vittoria.
Di questo siamo tutti consapevoli. E per questo motivo crediamo che non basta stimolare un dibattito intorno al problema della criminalità organizzata e della mafia. E’ un fenomeno che va compreso e combattuto con azioni concrete, come potere organizzato.

C’è allora bisogno di concretezza ma anche di lungimiranza. Una riflessione sull’educazione e la costruzione di un tessuto sociale più forte non può ad esempio essere circoscritta a certi contesti, a certe zone tipicamente associate alla presenza mafiosa. C’è bisogno del contributo e dell’intervento dello Stato.

Non a caso il Sindaco Nicosia ha provveduto da tempo a tenere alta l’attenzione sulle vicende incresciose che sono accadute nella città di Vittoria e che si sono attanagliate attorno al mercato ortofrutticolo, il più grande del Mezzogiorno dopo quello di Latina. Di fatti lo stesso ha “chiesto ufficialmente al premier Matteo Renzi e al ministro Alfano di rafforzare l’azione di contrasto alla criminalità potenziando gli organici delle forze dell’ordine ed ha invitato il presidente dell’Antimafia nazionale, Rosy Bindi, ad accendere i riflettori della commissione su Vittoria”.

Purtroppo, amministrare la “cosa pubblica” non è cosa semplice, tanto più in una Regione complessa e difficile come la Sicilia, nella quale per decenni mafia e politica si sono talmente confuse al punto che non si riesce a distinguere l’una dall’altra. E le risorse che le amministrazioni comunali, soprattutto quelle della Provincia di Ragusa completamente abbandonate dal Governo Crocetta, possono mettere in campo sono decisamente poche a fronte delle necessità del territorio. Nonostante questo ritengo che il Sindaco Nicosia, di fronte alle enormi difficoltà e alla scarsità di risorse, è riuscito a stabilire un criterio guida che ha permesso comunque di massimizzare gli interventi e le risorse nei luoghi più a rischio per cercare di contenere l’azione della criminalità organizzata. Ma c’è bisogno di un intervento forte. E su questo il Governo Crocetta avrebbe dovuto aiutare i territori siciliani a liberarsi dall’oppressione della mafia. Non lo ha fatto, purtroppo. E i sindaci siciliani che si trovano a combattere coraggiose battaglie contro i sistemi criminali e mafiosi sono lasciati soli, abbandonati a se stessi. Abbiamo avuto contezza di ciò anche a Bagheria dove Sindaco e amministrazione sono stati costretti a combattere da soli la grande “questione” sui rifiuti e sul COINRES. Eppure, questo Governo regionale, a botte di slogan, continua a professarsi il “Governo dell’antimafia”.

E mi sorprende, devo dire, l’interrogazione del Senatore Lumia al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sulla vicenda del mercato di Vittoria. Mi sorprende perché il Senatore, molto vicino a Crocetta, non è mai intervenuto, ad esempio, rispetto alla strage normativa che questa amministrazione regionale (Assessorato Formazione ed Istruzione Pubblica e Assessorato al Lavoro) ha messo in atto smantellando di fatto il settore della Formazione siciliana e facendo macelleria sociale tra i lavoratori. Così come non è mai intervenuto sulle nomine dei manager della sanità che risultano essere incompatibili rispetto ai requisiti richiesti. Per non parlare del ciclone delle nomine illegittime dei dirigenti della Regione siciliana che, nonostante le sentenze del TAR, rimangono inchiodati alle poltrone. Di fronte a questi, ed altri, problemi di “illegalità diffusa” non mi sembra di aver visto un impegno concreto da parte del Senatore Lumia. Però, prendo atto che è molto interessato alla vicenda del mercato di Vittoria e della sostituzione in Giunta dell’ex Assessore Piero Gurrieri. Eppure, il più grande esempio di legalità dovrebbe venire proprio dalle Istituzioni Pubbliche.

Nonostante ciò mi fa piacere che il Senatore Lumia finalmente si interessi della nostra Provincia anche se ritengo che, prima di fare l’interrogazione, avrebbe dovuto interloquire con il Sindaco Nicosia per conoscere meglio la vicenda, considerato che non vive nella città di Vittoria e considerato che nella sua interrogazione accusa senza motivo“molti imprenditori del Mercato coinvolti nel malaffare”. Per fortuna, noi che li conosciamo gli imprenditori del Mercato, possiamo dire il contrario, ovvero che queste persone hanno sempre richiesto maggiori controlli ed un aiuto concreto da parte di tutte le istituzioni, soprattutto in questo periodo difficile di crisi in cui versa tutto il settore agricolo. Per questo resteremo al loro fianco mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari per combattere il “sistema mafioso” che si è radicato nell’indotto agricolo.

Pertanto, ritenendo che il problema della malavita organizzata possa essere combattuto in alternativa e fattiva opposizione ai vecchi schieramenti, promotori di un modello di gestione dello Stato basato su clientele e rapporti occulti, rifiutando a tutti i livelli la connivenza col malaffare e la sua sottocultura, lottiamo contro le mafie e le deviazioni massoniche e degli apparati dello Stato e restiamo vicini ai cittadini onesti e al Sindaco di Vittoria che si è sempre contraddistinto per le sue battaglie di legalità. Mettiamo a disposizione della città di Vittoria l’esperienza, gli strumenti e le professionalità della Rete della Legalità del Mezzogiorno affinchè questa grande comunità ritorni a sperare in un futuro migliore.

Il Presidente Nazionale della Rete della Legalità del Mezzogiorno
Valentina Spata


Dalla stessa categoria

Lascia un commento