Così hanno vinto i Bronzi di Riace

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I Bronzi non si muovono da Reggio Calabria. Le buone ragioni hanno prevalso. E intendo quelle che sconsigliano il trasferimento, per i danni che potrebbero patire le statue.

Non ci sono mai stati dubbi, su questo. Ma la sorte delle buone ragioni, in un Paese così messo, è di finire calpestate.

Il che non esime nessuno dal fare di tutto perché ciò non avvenga. Insomma, temevo fortemente per le buone ragioni e per i Bronzi.

Onestà mi obbliga a dire che non mi fidavo della Commissione nominata da Franceschini, perché non mi fidavo di Franceschini: mi era parso un po’ tartufesco.

Quindi, riconosco che la Commissione ha lavorato seriamente e Franceschini ne rispetta le conclusioni.

Non dico che, senza la mobilitazione per impedire il viaggio dei Bronzi le cose avrebbero potuto andare diversamente, ma è più che giusta la soddisfazione di chi, per questo, si è mosso, e bene.

Una stretta di mano a Pasquale Amato e tutti gli altri. Un grazie va alla sovrintendente Simonetta Bonomi, che ha ben lavorato, perché i Bronzi avessero adeguata sistemazione. E non solo per questo.

Pino Aprile

È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente, ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell'inchiesta a puntate Viaggio nel sud e a Tv7, settimanale di approfondimento del TG1. È autore di libri tradotti in più lingue come Elogio dell'errore, Elogio dell'imbecille e Terroni. Conclusa l'esperienza di direttore di Gente si è occupato principalmente di vela e altri sport nautici, dirigendo il mensile Fare vela e scrivendo alcuni libri sul tema, come Il mare minore, A mari estremi e Mare, uomini, passioni. Nel marzo 2010 ha pubblicato il libro Terroni, un saggio giornalistico che descrive gli eventi che hanno penalizzato economicamente il meridione, dal Risorgimento ai giorni nostri. L'opera è divenuta un bestseller, con 250.000 copie vendute[1]. Per questo libro, il 29 maggio 2010, gli sono stati conferiti, fra gli altri, a Palermo il Premio Augustale, a Reggio Calabria il Rhegium Julii, ad Aliano il Premio Carlo Levi, ad Avezzano il Premio Marsica. Dal libro nasce lo spettacolo teatrale omonimo con l'attore Roberto D'Alessandro e musiche di Mimmo Cavallo. Per iniziativa di Marcello Corvino, della Promomusic, dagli ultimi tre libri di Aprile e dalle canzoni brigantesche e meridionaliste di Eugenio Bennato, è tratto il lavoro teatrale Profondo Sud, con cui i due autori hanno esordito l'estate del 2012. Nell'agosto 2011 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di San Bartolomeo in Galdo; il 19 gennaio 2012, quella di Ponte, in provincia di Benevento, e il 1º febbraio 2012 quella di Laterza, in Provincia di Taranto e il 27 dicembre 2012 quella di Caccuri in provincia di Crotone. L'11 novembre 2011, a New York (Manhattan), in coincidenza con la presentazione dell'edizione americana di Terroni, ha ricevuto il premio "Uomo ILICA 2011" (Italian Language Inter-Cultural Alliance) e il 10 agosto 2012 si è aggiudicato il primo premio della prima edizione del Premio Letterario Caccuri dedicato alla saggistica.

Comments (17)

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    Michele Brandini

    10 Ottobre 2014 - 10:12

    Da sempre infatti la Calabria e la Sicilia sono un modello a livello mondiale per i loro criteri di gestionele delle opere d’arte.
    Probabilmente reperti greci sono usati dai custodi del museo per arrestare la marcia degli autoveicoli in sosta , e gli edifici artistici stanno lentamente collassando su se stessi.

    Comunque il Sig. Aprile è contento perchè ha fatto la sua piazzata politica , me ne rallegro.

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    Luisa Lù Pasqualini

    10 Ottobre 2014 - 12:47

    Pino Aprile, non sono affatto d’accordo con lei. La sua è un’opinione e vale per quello che è, un’opinione appunto, rispettabile ma opinabile. Per me è invece è un enorme peccato che i Bronzi di Riace, questa meraviglia dell’ingegno umano (ormai perduto), non possa essere data in “prestito” all’Esposizione Universale di Milano affinchè il maggior numero di persone potesse godere della bellezza unica di queste opere. Un’occasione mancata per i Bronzi, per Reggio Calabrai e per l’Italia.

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    Salvatore Socci

    10 Ottobre 2014 - 14:28

    i bronzi sono calabresi, ritrovati in acque calabresi, la loro sede è in calabria, chi li vuole vedere vada in calabria, i tesori vaticani stanno a Roma, chi li vuole vedere deve andare va Roma, la Gioconda è (purtroppo) francese, chi la vuole vedere vada a Parigi!

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    Efisio Fanni

    10 Ottobre 2014 - 15:23

    meno male che, qualche volta, c’è ancora qualche umano che ragiona !!!

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    Turista Kurioso

    10 Ottobre 2014 - 15:30

    ma l’autore dell’articolo perchè non ci racconta della sciatta gestione del museo dove sono esposti?

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    Turista Kurioso

    10 Ottobre 2014 - 15:38

    andate a verevi i commenti dei turisti che ci sono andati negli ultimi mesi, su tripadvisor
    Dopo le lodi per i capolavori artistici, piovono critiche per la gestione del museo.
    Enome e non finito, senza una adeguata introduzione / guida, camera di decompressione ridicola e con un piccolo video appeso malamante e con scritte illeggibili, bagni perennemente fuori servizio, addetti attenti solo a vendere chincaglieria e impossibilità di prentare la visita per tempo, pagando via internet…. anni luce da un vero museo internenazionale per turisti che fanno tanta strada per arrivare a vedere i bronzi e nient’altro nel museo!

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    Pino

    10 Ottobre 2014 - 16:57

    bravi! complimenti per l’ennesima volta i calabresi abbiamo perso un treno che avrebbe portato allo spazio dedicato alla calabria una visibilità tale che nemmeno cent’anni di campagne pubblicitarie potranno compensare, Mi piacerebbe sapere quanti visitatori vedono i bronzi di Riace in un anno al museo di Reggio?

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    Ernesto

    10 Ottobre 2014 - 19:33

    Un occasione, l’ennesima, perduta!!! I Bronzi sono Calabresi…. giusto ..poi i razzisti sono i settentrionali… C’è da vergognarsi ehh Sig. Soci…!!

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    sg

    10 Ottobre 2014 - 19:35

    Bravi……..fate vedere loro con chi hanno a che fare……
    Ecchecaspita pensavano ….che si potessero impunemente sponsorizzare i tesori artistici italiani e magari calabresi ….portando ” temporaneamente” i bronzi in trasferta alla ESPOSIZIONE UNIVERSALE di Milano….?
    Dove sarebbero stati sotto gli occhi del mondo……?
    Dove milioni di persone qualificate avrebbero potuto vedere da vicino e scoprire i Bronzi e magari la Calabria…?
    Ma certo……ha ragione tal scienziata/o ….se vogliono osservarli che vengano nel polveroso e sciatto museucolo locale, pagando il biglietto ……..e magari comprando anche qualche etto di inutile chincaglieria locale……..!!!
    Bravi……..da un affezionato calabrese felice e orgoglioso di vivere al nord ………

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    Antonio

    10 Ottobre 2014 - 23:05

    peccato! è stata persa un’occasione unica per pubblicizzare, a livello mondiale, sia i bronzi che la Calabria! e va buò!

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    traiano63britannico

    10 Ottobre 2014 - 23:07

    sono molto contento per l’esito finale della vicenda. C’era il serissimo rischi che queste inestimabili opere d’arte sarebbero state viste da oltre cento persone e questo è inammissibile.

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    giancarlo

    11 Ottobre 2014 - 00:04

    Vorrei solo dire che Pino Aprile ha contribuito in una misura determinante affinchè tutti i meridionali conoscessero la verità sulla unificazione e la proclamazione del regno d’ Italia del 1861, detto questo non credo che il buon Pino abbia fatto un errore per quanto riguarda il trasferimento dei bronzi a milano, Pino è un sudista ed una persona per bene, non penalizzerebbe mai il Sud, neanche solo per un punto di vista personale.

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    gino

    11 Ottobre 2014 - 10:00

    il museo caro turista kurioso è stato terminato
    e la camera dove stanno esposti i bronzi è al top
    informati prima di parlare a casaccio

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    Enrico

    11 Ottobre 2014 - 10:51

    Bravi, complimenti!..l’ennesima totale assenza di concretezza e pragmatismo.
    Suddisti…Nordisti…”ma mi faccia il piacere!” come avrebbe detto un grande uomo del sud.
    E adesso qualcuno ci spieghi cortesemente quale “penalizzazione” avrebbe subito il Sud, e la Calabria, esponendo due suoi capolavori ad una platea di migliaia di persone, invece di tenerle segregate in un museo che è costato ai cittadini italiani milioni di euro e viene visitato da un ridicolo numero di persone ogni anno!

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    Ottavio

    11 Ottobre 2014 - 12:02

    Decisione ineccepibile, chiunque non sia accecato da logiche di marketing che poco hanno a che fare con la conservazione delle opere d’arte sarebbe approdato alla stessa conclusione. Un’opera d’arte non è semplicemente un logo prestigioso da applicare a questa o a quella manifestazione. Inoltre, se si pensa che c’è bisogno di portare a Milano i bronzi di Riace pur di racimolare qualche visitatore in più, allora vuol dire che si è consapevoli della pochezza dell’evento e si cerca di metterci una pezza sopra. Sembra fin troppo ovvio che dovrebbe essere innanzitutto l’evento in sé a dover generare interesse, senza bisogno di troppe stampelle per tenerlo su mentre zoppica.

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    Riccardo

    11 Ottobre 2014 - 12:16

    Qui hanno perso solamente i bronzi che la calabria. Con la tecnologia di oggi si spediscono dall’America quadri delicatrissimi, ma NON I BRONZI. Si e’ spostato un sottomarino di 30 mt attraverso le vie di Milano SENZA CREARE DANNI ( UN EVENTO CHE HA TENUTO SVEGLIA LA CITTA’) MA NON I BRONZI.Due alternative possibili: organizzare voli charter per un tour artistico -gastronomico di 24 h. Portarli a Milano con 1000 caurele esporli e donare il 50% dei proventi alla regione Calabria. Se si vuole si ” puote”.

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