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Così i giovani siciliani imparano a fare impresa digitale

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Tornare tra i banchi di scuola per dire agli studenti che è possibile fare impresa partendo dalla propria idea. E se proprio non dovessero crederci, farglielo fare, insieme ai professori. È più o meno questo in sintesi Startup Super School, un progetto ideato e portato avanti da Andrea Giarrizzo, Digital Champions di Valguarnera Caropepe, primo ospite della puntata di Start Me Up di questa settimana.

Il punto di forza di Startup Super School è nel voler coinvolgere anche i professori che – come dice Andrea – non si limitano a accompagnare gli alunni. Anche loro vengono coinvolti attivamente perché entrano a tutti gli effetti nei team che dovranno sfidarsi nella seconda giornata, quella appunto della competizione. L’unico vincolo è che l’idea di impresa su cui dovrà basarsi un team dovrà arrivare da uno studente, mettendo così l’ esperienza degli insegnanti al servizio dei ragazzi.

Al primo incontro di Startup Super School hanno collaborato anche alcune associazioni e imprese che hanno raccontato la loro esperienza. Tra queste c’era anche Working Capital, che al momento è impegnata nella ricerca di 40 idee a cui assegnare 25 mila euro e un periodo di accelerazione presso uno dei 4 incubatori di impresa che Tim gestisce su tutto il territorio nazionale. Quale migliore occasione quindi per parlare con Dario Maccarrone, responsabile dell’acceleratore catanese, che spiega ai microfoni di Start Me Up come partecipare alla call ed elenca gli strumenti messi in campo da Tim per la crescita imprenditoriale del paese.

Protagonista dell’ultima parte della puntata è Fabrizio Perrone, CEO di Buzzoole, startup napoletana che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi mesi. Buzzoole si è guadagnata la fiducia di grossi marchi grazie a uno speciale algoritmo che permette ai suoi utenti di ottenere visibilità on-line basandosi principalmente sul passaparola. E buona parte dell’intervista si concentra proprio sui cosiddetti social influencer: chi sono e come vengono selezionati. L’azienda si appresta adesso a aprire una sede commerciale a Milano e intende consolidare la sua posizione nel mercato nazionale.

Due parole su Start Me Up:

C’è un sud in movimento e con Start Me Up lo racconto in radio: un appuntamento settimanale che cerca di mettere in risalto i progetti e le storie di chi scommette sulla propria idea e la porta avanti. Ho scelto la radio perché l’ho sempre reputato il mezzo a me più congeniale ed è quello che permette di creare connessioni con più facilità. Sono di Messina, ma non ho mai immaginato un programma incentrato solo sulla mia città. Sin dall’inizio l’intento era quello di raccontare quello che succede da Roma in giù, cercando di fare rete con le altre città del Sud Italia.

Se fino a un anno fa, conducevo il programma in una radio locale messinese, dallo scorso novembre posso contare sul supporto di Spreaker e Keedra, che mi danno una mano a essere presente con un podcast on-line ogni settimana.

Foto di copertina: il team del primo appuntamento di Startup Super School, via

Fabio Bruno

Sono un ascoltatore onnivoro e curioso, con un amore incondizionato per il suono. Dopo la laurea ho lavorato per un paio d’anni a 110 webradio, emittente ufficiale dell’Ateneo di Torino e nel frattempo ho preso parte alle attività di RadioSpazio Creativo, laboratorio di scrittura radiofonica, curando diversi laboratori sul montaggio audio. Dopo un anno in Australia creo Start Me Up, podcast settimanale dedicato all’innovazione nel Sud Italia.

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