Così la camorra uccide gli innocenti

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Aveva appena lasciato l’Autoscuola che gestiva insieme a i suoi fratelli.

Dario Scherillo, 26 anni, verso le 20 del 6 dicembre del 2004 era salito sul motorino per andare ad incontrare una persona che frequentava la scuola guida.

Quella sera, però, non sapeva che il motorino lo avrebbe portato ad un altro appuntamento, quello con la morte.

Nella vicina Secondigliano, era in atto la faida tra gli uomini del boss Paolo Di Lauro, detto “Ciruzzo ‘o milionario” e la cosiddetta “ala scissionista”. Si ammazzavano per il controllo del mercato della droga. Dario incontra il ragazzo che cercava a Casavatore, in via Segrè. Si ferma col suo motorino e cominciano a parlare.

Dopo qualche minuto arrivano due persone in moto, con i volti coperti da caschi. Sparano alle spalle di Dario. Senza un motivo. Lo scambiano per un’altra persona.

Dario muore in pochi minuti. I familiari lo sapranno da due agenti della polizia che si recheranno a casa per perquisire l’abitazione.

Insomma l’ennesima vittima innocente scambiata per un affiliato al clan.

Per ricordare Dario Scherillo ho incontrato Pasquale, il fratello, che per me è un grande esempio e tutta la sua famiglia che sento anche mia nella giornata che l’amministrazione Comunale di Casavatore promuove per ricordarlo.

Alessandra Clemente

Alessandra Clemente è la figlia di Silvia Ruotolo, uccisa a Napoli da un branco di camorristi che si sparavano tra di loro nel 1997. Oggi Alessandra è impegnata a mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Oggi è assessore alle politiche giovanili del comune di Napoli.

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