Ecco il software che segnalerà le alluvioni. Inizia il test sul Gargano

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Partirà in Puglia la sperimentazione per la prevenzione del rischio idrogeologico. Su iniziativa del Consorzio di bonifica montana del Gargano, nell’ambito del progetto comunitario Living Lab, sarà realizzato un software che, analizzando più parametri e non solo l’andamento pluviometrico, avviserà le autorità competenti sul pericolo di un’emergenza alluvionale; l’area test sarà quella limitrofa al lago di Vieste (Foggia).

La novità è stata annunciata a margine della conferenza organizzativa dei consorzi di bonifica pugliesi, lucani e molisani, svoltasi a Bari e ne dà notizia l’Anbi (Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni). “E’ un’ulteriore testimonianza – commenta nella nota il presidente dell’Anbi, Massimo Gargano – del ruolo dei consorzi di bonifica anche come fucina di innovazione verso un futuro che dovrà avere il territorio e le sue peculiarità come elemento economico della competitività italiana nell’epoca della globalizzazione. E’ su valori quali identità e distinzione che si potrà vincere la competizione sui mercati internazionali”.

In occasione dell’appuntamento barese è stato anche presentato il film-documentario ‘Fate benefiche e futuro di una terra assetata’, viaggio attraverso i consorzi pugliesi, ideato dalla locale Unione regionale bonifiche.

“La documentazione illustrata nel filmato – sostiene il direttore generale Anbi, Anna Maria Martuccelli – costituisce testimonianza della feconda azione e dell’impegno dei consorzi di bonifica pugliesi per la realizzazione di quella profonda trasformazione del territorio che ha consentito l’eccezionale sviluppo dell’economia agricola pugliese”.

Per Martuccelli, il fatto che resti fissata per legge la presenza nel nostro Paese dei consorzi di bonifica “rappresenta ulteriore testimonianza della validità della loro azione per la conservazione e difesa del suolo e per la razionale utilizzazione delle risorse idriche, di recente confermata anche dal Protocollo Stato-Regioni, tutt’oggi – conclude il dg dell’Anbi – unico esempio di concertazione in un settore di disciplina concorrente”

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