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Elezioni, l’astensione è grillina
29 Mag 2013 12:48

In alcune città, circa la metà dei voti che il Movimento 5 Stelle ha preso alle politiche di febbraio sono andati nell’astensione.

È questa, secondo l’Istituto Cattaneo di Bologna, una delle spiegazioni dell’alta percentuale di astenuti delle elezioni comunali dello scorso fine settimana. L’istituto di ricerche politiche bolognesi ha analizzato i flussi elettorali di Brescia, Treviso, Ancona e Barletta (le città dove sono disponibili i dati completi) un campione ridotto, ma che assicura un’ampia copertura geografica e che, soprattutto, ha fornito dati sostanzialmente omogenei, benché Barletta si sia differenziata per una diminuzione dell’astensionismo. Il grosso degli elettori che avevano votato alle politiche e che non lo hanno fatto alle comunali, a febbraio aveva votato il Movimento 5 Stelle. A Brescia ed Ancona circa la metà dei voti M5S sono andati all’astensione, a Treviso un terzo.

Tuttavia, soprattutto a Barletta, ma anche nelle altre città, il M5s, oltre ad aver perduto la metà dei suoi voti verso l’astensione, ha avuto anche perdite di rilievo verso gli altri candidati.

“Si potrebbe dire – osserva il Cattaneo, nell’analisi curata da Pasquale Colloca, Piergiorgio Corbetta e Rinaldo Vignati – che, in parte, il M5s ha svolto il ruolo di ‘piattaforma di transito’ verso l’astensione. In parte, invece, vi è stato un ritorno ai partiti d’origine, sia a destra sia a sinistra, confermando la natura non ideologica dell’elettore del M5s, che, alle politiche, aveva scelto Grillo provenendo da tutto lo spettro politico”.

Anche il Pdl però, secondo l’analisi dell’istituto bolognese, ha pagato un prezzo molto alto all’astensionismo. A Brescia, Treviso e Ancona (un po’ meno a Barletta) il Pdl ha perso verso l’astensione il 40% dei propri voti di febbraio, (pari a valori che vanno dal 3% di Barletta al 5,4% di Brescia). Anche il Pd ha perso qualcosa verso l’astensione: abbastanza a Treviso (il 3,4%), meno nelle altre città.

L’Istituto Cattaneo, poi, ha anche calcolato la differenza fra i voti assoluti presi dai vari partiti alle politiche e quelli alle comunali. Poche le sorprese: l’astensionismo ha prosciugato i voti di tutti (tranne che delle forze di sinistra), anche se in misura differente.

Il Pd e il Pdl hanno, entrambi, perso circa il 65% del proprio consenso, mentre il Movimento 5 Stelle ha preso circa un terzo dei voti che aveva a febbraio. I ricercatori del Cattaneo avvertono, tuttavia che, in linea di massima, non è consigliabile fare confronti fra elezioni di differente livello. Ma visto che le precedenti elezioni del 2008, politicamente, facevano parte di un’altra epoca, si è comunque preferito fare un confronto con febbraio, consapevoli del fatto che alcuni mutamenti potrebbero essere derivati più dal contesto elettorale che dal mutamento di clima politico.


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