Questo sito contribuisce alla audience di

Eolico, anche per la Corte dei Conti esiste un “caso Molise”

Shares

Lo spunto l’ha dato la relazione del Procuratore Generale della Corte dei Conti del Molise, Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, il proliferare dei parchi eolici in Molise non ha senso, infatti, scrive il Procuratore “l’installazione di parchi eolici e fotovoltaici, essendo la Regione Molise una di quelle, insieme ad alcune altre regioni meridionali, in cui si registra la più alta concentrazione di impianti di siffatto tipo”.

Non solo, sempre nella sua relazione il Procuratore Generale della Corte dei Conti dice anche che la produzione di energia alternativa in Molise è troppo alta, “Occorre considerare al riguardo che, a seguito della crescita esponenziale avvenuta negli ultimi anni della produzione di energia elettrica da fonti alternative in considerazione dell’elevata remuneratività dell’investimento per via dei generosi incentivi che vengono erogati (tra i più alti in Europa), si è giunti, in molte aree del paese (tra cui, per l’appunto, il Molise) a un punto tale di ipergenerazione da rendere possibile il distacco coattivo degli impianti da parte del gestore dalla rete”. 

In poche parole l’energia che il Molise produce da fonti alternative impone spesso il gestore nazionale a staccare gli impianti, e allora, ecco verificato e certificato ciò che gli oppositori dell’eolico selvaggio dicono da anni, il Molise non ha bisogno di tutto questo.

Il “caso Molise”, dunque, in considerazione del numero degli impianti installati in rapporto alla sua modesta estensione territoriale, ha assunto ormai un rilievo nazionale. “Le denunce che sono pervenute riguardano, per lo più, il danno al paesaggio causato dalla mancata osservanza, da parte del Servizio regionale deputato alla concessione dell’autorizzazione unica all’installazione e all’esercizio degli impianti, dei pareri obbligatori rilasciati dalla competente articolazione territoriale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, ovvero, in alcuni casi, della mancata acquisizione degli stessi nell’ambito della prodromica conferenza di servizi”. 

Non c’è che dire, ancora una volta e in maniera netta e tranciante, la Corte dei Conti giudica la pratica dell’eolico selvaggio, diventato tale dopo l’approvazione dell’infima legge Berardo, come inutile sperpero di denaro pubblico a favore di poche, pochissime società, che fanno man bassa dei fondi pubblici, molto alti.

www.michelemignogna.it

Michele Mignogna

Sono Michele Mignogna, faccio il giornalista in Molise, mi occupo essenzialmente di inchieste, approfondimenti, reportage, indagini sulla ricostruzione post sisma e di attualità. Ho lavorato per il telematico primonumero.it, per il cartaceo La Voce del Molise, collaboro con l'osservatorio nazionale sul doposisma di Antonello Caporale, e attualmente scrivo per il telematico ilgiornaledelmolise.it.

Comments (2)

  • Avatar

    roberto

    19 Marzo 2014 - 10:44

    Al di là del “rovinare” il paesaggio, che può essere un giudizio personale nel caso dell’eolico, un po’ meno nel caso del fotovoltaico che in molti casi toglie spazi all’agricoltura (ma poi c’è qualcuno che quei terreni li coltiverebbe??), la domanda che deve farsi la Corte dei Conti è: perchè il gestore della rete deve spegnere gli impianti? non sarebbe meglio utilizzarla questa super produzione per ridurre l’energia che importiamo? Perchè non dare la possibilità di ridurre i costi dell’energia e magari riconvertire le caldaie a gas in termoconvettori che usano l’energia elettrica prodotta con il vento? Oppure imporre che le fabbriche usino in via prioritaria questa energia a bassi costi? Così riduciamo anche l’inquinamento? Il problema vero è che la Corte dei Conti dovrebbe risolvere è come far fruttare veramente i soldi che sono stati dati a chi ha realizzato gli impianti. E questo lo si può fare solo utilizzando l’energia che, per quanto possa essere, non copre ancora, come quantità, quella importata.

    Rispondi
  • michele

    michele

    4 Maggio 2014 - 14:31

    Caro Roberto, l’energia prodotta con l’eolico in Molise va tutta fuori regione.

    Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un like a Resto al Sud

Start Franchising

 ATTENZIONE 

Si avvisano tutti i gentili utenti di www.restoalsud.it e delle nostre pagine Social che, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, stanno arrivando email contenenti virus informatici dall’indirizzo di posta elettronica di Resto al Sud che invitano ad aprire un file compresso *.zip contenente un virus (riconosciuto ed eliminato comunque dai migliori antivirus), simulando una risposta ad una mail propria o di terzi ed inserendo il testo del mittente per intero.
Vi esortiamo quindi a STARE MOLTO ATTENTI alle email di questo tipo e a non aprire mai l’allegato in esse contenuto.
Grazie mille e buona giornata.

Top