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‘Faber, il principe libero’ e i cantautori della musica contemporanea

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Il 13 e 14 Febbraio 2018 è andato in onda sul primo canale di “mamma Rai” il film dedicato a Fabrizio De André, uno dei cantautori e cantastorie più importanti nella storia della musica italiana.

Il film, spezzettato in due parti per bisogni televisivi, prodotto da RAI Fiction e BIBI Film che ha visto la regia di Luca Franchini, ha sollevato non poche polemiche per l’interpretazione degli attori e molto probabilmente perché ha raccontato in maniera frettolosa la vita di un cantautore che è sempre stato restio a seguire le regole di una società che da decenni cerca di soffocare la sostanza della realtà puntando esclusivamente sull’apparenza.

De André, infatti, non ha mai amato apparire in televisione e tra il popolo dei social è stato argomento di discussione come lo è stato il taglio di “Bocca di rosa” sul finale del film per dare spazio alla pubblicità.
Massimo rispetto per chi ama la parola di Fabrizio De André. Comprendo la “gelosia” di chi ama l’arte e ha sempre il timore nel farla ascoltare, in questo caso, a chi forse potrebbe giudicarla troppo superficialmente.

Il movimento cantautorale italiano

Ma gli stessi che hanno amato e difeso il “Principe Libero” potrebbero mai riconoscere un cantautore/cantastorie nel mondo della musica contemporanea che sembra sempre più allo sbando?

Vorrei sottoporre all’attenzione cinque cantautori che per qualità dei loro testi potrebbero lasciare un segno importante nella musica italiana. Ovviamente vi invito a non paragonarli a Fabrizio De André perché probabilmente non avremo altri “poeti della musica” come lui perché i cantautori vengono supportati molto meno rispetto ai decenni scorsi ed un esempio è Mirkoeilcane per la “Giuria demoscopica” del Festival di Sanremo 2018.


Video: Andrea Amati – Calvario d’estate

Andrea Amati, cantautore di Santarcangelo di Romagna, ha pubblicato  “Via di Scampo”(2014) e “Bagaglio a Mano”(2018) con canzoni meravigliose che dovrebbero ascoltare tutte quelle persone che cercano musica bella.

Sergio Pennavaria, cantastorie che nel 2015 ha pubblicato “Senza lume a casaccio nell’oscurità”, un album prezioso di parole luminose e illuminanti cantate da una voce paragonabile a un diamante grezzo e prezioso che valorizza la dea musica.

Roberto Casesi, che nell’era del web ha lanciato su Youtube una canzone per ogni mese nel 2017, racchiudendo le stesse nel suo album intitolato ”Destinare”, secondo lavoro dopo l’ottimo “Radici a Sud” pubblicato nel 2016.

Stefano Ferro, cantautore che ha collaborato con Massimo Bubola (collaborazioni con Fabrizio De Andrè, Cristiano De Andrè, Mauro Pagani e Fiorella Mannoia) , assieme al quale firma il brano “Andremo via”. Nel 2016 ha pubblicato “Il Mercante di Pensieri” album con cui si potrebbe raccontare buona parte della realtà dell’Italia.

Libero Reina, giovane cantautore siciliano che sta dimostrando di avere la grande abilità di raccontare emozioni attraverso le sue canzoni come ha fatto con Binnajaah (Buona Fortuna). “Binnajaah” è una parola araba, che in italiano si traduce in “Buona Fortuna”.
E’ un messaggio di augurio, di speranza, rivolto a tutti i popoli: ”Culture diverse, creano nuovi uomini”.

 

La situazione cantautorale italiana è più o meno questa e ho voluto fare alcuni esempi di come l’Italia dei cantautori non si è fermata decenni fa, anzi, cantautori eterni come Fabrizio De André hanno dato il via a un movimento cantautorale italiano molto importante.

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio, nato a Foggia il 14 Luglio 1982, appassionato di musica, Digital Journalism e social media. Blogger, fonda il sito di informazione dedicato esclusivamente alla musica indipendente “MIE Musica Italiana Emergente” in cui, insieme ad altri appassionati e ricercatori di musica, si occupa di raccontare e informare del vero fermento che la musica italiana sta vivendo. “La musica mi ha già salvato più di una volta e io non posso che raccontarla alla gente” questa è la visione che Salvatore Imperio ha in mente perché “non si può vivere di tormentoni e canzoni che non dicono niente”. Diplomato in Informatica, è iscritto al corso “Culture digitali e della comunicazione” del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

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