“Fate sport, ballate e scrutate il paesaggio”: i compiti per l’estate del sindaco di Mamoiada

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Fare una passeggiata all’alba e scrutare il paesaggio, praticare attività sportiva e ballare. Sono alcuni dei “compiti” consegnati agli studenti di ogni ordine e grado di Mamolada, in provincia di Nuoro, e prescritti da un’ordinanza certamente singolare.

Luciano Barone, primo cittadino del paese sardo parte da un presupposto: “Le vacanze sono obbligatorie per tutti”. Un principio che trae la sua ispirazione da una lettera scritta dal professore marchigiano del liceo Don Bosco di Fermo, Cesare Catà che nel giugno dello scorso anno scriveva ai suoi ragazzi “Camminate da soli in riva al mare di mattino presto. Ballate. Siate allegri. Evitate le persone e le situazioni negative. Leggete un libro. Fate sport. Se trovate qualcuno che vi incanta, diteglielo. Fate i bravi”.

Come la lettera, anche l’ordinanza del giovane sindaco è divisa in 15 articoli. “La scuola è finita – spiega all’Ansa Barone – l’estate aspetta i ragazzi che subiscono i compiti estivi. Hanno già delle giornate organizzate e sovraccariche durante l’anno scolastico, perché non si dovrebbe consentire che almeno nelle vacanze estive siano loro artefici della propria vita senza che nessuno gli assegni il compitino da fare?”.

Una precisazione è però obbligatoria: non svolgere i compiti non vuol dire oziare. “io non sto consigliando di non fare nulla – tiene a precisare il primo cittadino – nonostante pensi che anche la noia e l’ozio sono esperienze emozionali da fare. Sto dicendo che devono fare cose diverse e le elenco nei 15 articoli: come leggere un libro che diventi oggetto di conversazione tra ragazzi, fare una passeggiata all’alba a scrutare il paesaggio, fare sport, ballare”.

Come verificare che ciò sia fatto? Barone ha pensato anche a questo. “Sarò io stesso a verificarne l’applicazione – spiega – E lo farò sia durante le vacanze che a fine estate”. Un’idea che è piaciuta molto a tutto il Paese e che non potranno certamente apprezzare tutti i bambini e i ragazzi che quest’estate potranno abbandonare equazioni e Manzoni e impegnarsi a osservare la bellezza di ciò che li circonda. E in Sardegna, di certo, non sarà difficile.

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