#FertilityDay, “Fate più figli” (ma non chiedeteci come li manterrete)

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Beatrice Lorenzin, incredibilmente ministro alla Sanità (questo è un Paese straordinario, può davvero succedere di tutto), ha promosso, come sapete, una campagna per indurre gli italiani a fare più figli. Dopo aver scritto questo articolo, avevo deciso di non pubblicarlo, perché la cosa si squalifica da sola. Poi ho ascoltato due insegnanti, una giovane, con un figlio, il cui padre se l’è svignata, e una con famiglia solida, a cui la dirigente scolastica ha chiesto: «Avete intenzione di fare altri figli?».

Fate più figli”, così quando moriranno a tre anni di cancro, nella Terra dei Fuochi (la più fertile del continente europeo) da più di vent’anni avvelenata da rifiuti tossici, per un criminale accordo fra pezzi dello Stato, camorra e industriali disonesti del Nord, la Lorenzin potrà ripetere che è colpa dei loro “stili di vita”: mangiano male, fumano troppo, poca ginnastica…

Fate più figli”, così quando avranno bisogno di un ospedale, dovranno andare al Nord, visto che i parametri “uguali per tutti” della sanità pubblica, distinguono fra italiani per i quali si devono spendere più soldi, e che sono al Nord, e italiani che devono cavarsela con meno, al Sud.

Fate più figli”, che non potranno andare all’asilo nido, al Sud, perché non ce ne sono (ma ogni tanto ci fanno due palle così per qualche ministra o parlamentare che si porta il pargolo al lavoro. Beate loro: se lo fa una bidella o una cassiera, le licenziano); e le norme di questo paese prevedono che i soldi per gli asili non vadano dove non ce ne sono, ma dove già ci stanno, perché siamo tutti uguali, noi italiani, ma se sei del Sud sei meno uguale.

Fate più figli”, perché avere il 40 per cento di disoccupazione giovanile è insufficiente. Dobbiamo battere il record mondiale, non solo quello europeo.

Fate più figli”, ma non chiedeteci come li manterrete, perché il reddito sociale ve lo scordate e se diamo una mancia, tipo gli 80 euro, non la diamo ai più poveri e ai disoccupati, ma a quelli che hanno già un reddito, pur non altissimo. E se, per errore, dovesse prenderli qualcuno che guadagna troppo poco, glieli chiediamo indietro, come se li avesse rubati e non glieli avessimo dati noi per sbaglio (‘sti poveri hanno rotto, diciamolo! Sempre a lamentarsi, ‘sta mano tesa; uno “stile di vita” francamente fastidioso).

Fate più figli”, ma non avrete sgravi fiscali e sostegno pubblico secondo il numero di figli, come in Francia e in altri Paesi, o una maggiore assistenza, come succede altrove, per le famiglie numerose. Avete voluto tanti figli, non ci siete stati attenti? E so’ cazzi vostri. Sono mica figli miei, che ho altri “stili di vita”.

Fate più figli”, nel Paese più ostile del mondo occidentale a chi fa figli; ed è addirittura feroce con le donne single e madri, peggio ancora se meridionali: quasi nessuna lavora (e se lo fa, spesso deve rinunciare alla maternità), e chi lavora non sa a chi affidare il pupo, se non a parenti pazienti o a costosi asili privati. Conoscete una insegnante donna, sola, madre, meridionale, trasferita a mille chilometri di distanza? Ecco, andate a dirle: “Fate più figli”, ma preparatevi a correre…

Fate più figli”, ma se non avete soldi, non contate su di noi per farli studiare. L’istruzione, in Italia, è un diritto ed è gratuita, a patto che… te la paghi. E se sei al Nord, ti forniamo la mensa scolastica; se sei al Sud no; se sei al Nord ti garantiamo l’università, se sei al Sud ti abbiamo appena garantito, per legge, che in pochi anni chiudiamo anche le università che ci sono. E ricordati di portarti la carta igienica da casa.

Fate più figli”, e se non riuscirete a dar loro un tetto, un piatto in tavola, interviene lo Stato con gli assistenti sociali e Tribunale dei minori e non ti dà un tetto e un pane, no, ti toglie i figli e li dà in affido o adozione perché possano mangiare.

Datti una mossa! Non aspettare la cicogna”, dice uno degli sciagurati slogan del ministero. Ma un padre (forse per divergenze politiche con il governo: sarà dei 5stelle?), sorpresa la figlia con un volontario che collaborava al rispetto del dettato ministeriale, avrebbe fatto una scenata sugli “stili di vita” della ragazza: “Se rimani incinta te e il pupo ve ne andate a casa della Lorenzin!”.

Non si è colto lo spirito dell’iniziativa”, spiega un comunicato del ministero. “La fertilità può essere inficiata da stili di vita non sani. La prevenzione è la mission del ministero”. E qui siamo d’accordo: la prevenzione che fa cilecca, infatti abbiamo la Lorenzin al ministero. Poi, scorri i nomi di quegli altri al governo (Alfano al ministero degli Interni, ci pensate? Lui stesso, tutte le mattina deve convincersi che è vero) e tutto diventa tristemente chiaro.

“Fate più figli”: se questi sono i risultati, meno male che hanno inventato la pillola.

Pino Aprile

È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente, ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell'inchiesta a puntate Viaggio nel sud e a Tv7, settimanale di approfondimento del TG1. È autore di libri tradotti in più lingue come Elogio dell'errore, Elogio dell'imbecille e Terroni. Conclusa l'esperienza di direttore di Gente si è occupato principalmente di vela e altri sport nautici, dirigendo il mensile Fare vela e scrivendo alcuni libri sul tema, come Il mare minore, A mari estremi e Mare, uomini, passioni. Nel marzo 2010 ha pubblicato il libro Terroni, un saggio giornalistico che descrive gli eventi che hanno penalizzato economicamente il meridione, dal Risorgimento ai giorni nostri. L'opera è divenuta un bestseller, con 250.000 copie vendute[1]. Per questo libro, il 29 maggio 2010, gli sono stati conferiti, fra gli altri, a Palermo il Premio Augustale, a Reggio Calabria il Rhegium Julii, ad Aliano il Premio Carlo Levi, ad Avezzano il Premio Marsica. Dal libro nasce lo spettacolo teatrale omonimo con l'attore Roberto D'Alessandro e musiche di Mimmo Cavallo. Per iniziativa di Marcello Corvino, della Promomusic, dagli ultimi tre libri di Aprile e dalle canzoni brigantesche e meridionaliste di Eugenio Bennato, è tratto il lavoro teatrale Profondo Sud, con cui i due autori hanno esordito l'estate del 2012. Nell'agosto 2011 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di San Bartolomeo in Galdo; il 19 gennaio 2012, quella di Ponte, in provincia di Benevento, e il 1º febbraio 2012 quella di Laterza, in Provincia di Taranto e il 27 dicembre 2012 quella di Caccuri in provincia di Crotone. L'11 novembre 2011, a New York (Manhattan), in coincidenza con la presentazione dell'edizione americana di Terroni, ha ricevuto il premio "Uomo ILICA 2011" (Italian Language Inter-Cultural Alliance) e il 10 agosto 2012 si è aggiudicato il primo premio della prima edizione del Premio Letterario Caccuri dedicato alla saggistica.

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