I gioielli in 3D dei talenti napoletani

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Cosa hanno in comune gioielli, bigiotteria e stampa 3D?

All’apparenza nulla, ma in realtà sono questi gli ingredienti che danno sapore a Quid, una startup campana, nata nella primavera del 2014.

Il progetto, che punta a dare valore aggiunto ai gioielli coniugando produzione artigianale, design totalmente Made in Italy e innovazione tecnologica, è frutto dell’intuizione di due giovani fratelli, Cristiano e Barbara Oppo amanti dei diamanti, del design e dell’alta moda.

A far scattare loro l’idea è stato, non a caso, un regalo poco gradito, perché “banale“. “Oggi – spiegano i due imprenditori – assistiamo alla massificazione delle aziende che puntano tutto sulla facilità di produzione e sui costi bassi, senza ascoltare veramente i propri clienti“.

È in questo contesto che si è concretizzata la decisione dei due partenopei: intraprendere una strada diversa e di qualità che vada a soddisfare i desideri delle persone, facendo leva sulla personalizzazione del prodotto.

E così, partendo da un disegno bidimensionale, fatto a mano e su carta, l’azienda di gioielleria trasforma l’oggetto in tridimensionale per poi leggerlo e concretizzarlo, grazie all’uso di stampanti dedicate, appunto quelle 3D.

Ogni singolo cliente – spiegano – può scegliere, oltre alle varie colorazioni o abbinamenti, la sua forma di personalizzazione (ad esempio, può chiedere un numero o una forma collegati a un ricordo preciso) cambiando l’estetica dell’oggetto e rendendolo così assolutamente unico e originale“.

Queste operazioni richiedono forti competenze tecniche e tecnologie avanzate. Ma, come riferiscono, il momento più importante risiede nella delicata fase di progettazione, seguita poi dalla creazione del prototipo e dalla realizzazione finale.

L’azienda di gioielleria italiana è sbarcata da poco sul mercato globale ( la vendita è solo online http://www.quidline.com/), ma ha già le idee chiare e un obiettivo ben preciso: rendere speciali e memorabili i singoli momenti della vita dei propri clienti, trasformandoli in oggetti concreti da indossare o regalare.

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Roberto Zarriello

Esperto di strategie editoriali e brand journalism, imprenditore digitale, saggista, giornalista. Ho fondato, tra le altre, startup come Digital Media e GoBrand, creato la prima Digital Academy del Sud, e lanciato Comunicatori Digitali Associati, il primo think tank sul giornalismo e la comunicazione digitale. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bari, oggi sono Docente di Comunicazione Digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso” e in vari master universitari (Luiss, Iusve), formatore per gli organi di comunicazione della Corte Costituzionale, web editor dell’ente per il turismo dell’Isola d’Elba. Fino al 2017 ho coordinato la prima Commissione sulla didattica digitale del MIUR istituita dall’USR Molise. Sono stato speaker e moderatore al Web Marketing Festival, Festival del Giornalismo, SMAU, Ninja Talk, ed una serie di convegni e conferenze con Ordine dei Giornalisti, Centro di Documentazione, Primo Piano Formazione, TVLP, e organizzatore de “La Battaglia delle Idee”. Scrivo di comunicazione, web e nuove tecnologie su HuffingtonPost.it, coordino il social media team di Tiscali.it, e collaboro con il gruppo Espresso. Sono autore di libri per il Centro di Documentazione Giornalistica e per Franco Angeli Editore. Nel 2015 ho ricevuto il premio Giornalistico Nazionale ‘Maria Grazia Cutuli’ per la categoria “Web, Editoria digitale”.

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