Sono stato recentemente all’Università degli Studi di Salerno per l’inaugurazione dei nuovi campi di calcio e tennis dell’ateneo.

In quest’occasione tra gli ospiti della manifestazione erano presenti, tra gli altri, Bruscolotti e Mister Delio Rossi che, per l’occasione, ritornava dopo quasi vent’anni nella città che lo lanciò professionalmente come allenatore e che all’epoca ne fece un vero e proprio idolo.

Sorpreso dal calore delle persone nei confronti degli ospiti mi è giunta spontanea una riflessione sui legami che la gente del Sud riesce a instaurare con i propri idoli e ho cercato di approfondire le motivazioni che creano questi legami.

Maradona e il Napoli, Salerno e Delio Rossi, Foggia e Zeman, e così via… rapporti indissolubili e sempre vivi tra la gente e questi personaggi dello sport (ma vale anche nello spettacolo), che si creano spontaneamente spesso a seguito di eventi sportivi rilevanti quali vittorie di campionati ma non solo.

In Effetti il veicolo trainante nella maggior parte dei casi è la vittoria, la “soddisfazione sportiva” del tifoso a seguito di successi conseguiti sul campo ma invero, fossero solo questo tipo di motivazioni, questi legami non avrebbero un’intensità così forte da resistere tutti questi anni, senza perdere di mordente. Dietro c’è molto di più.

La gente del Sud, spesso costretta a combattere con problematiche sociali economiche e culturali di grande spessore, vede nello sport e nel calcio una importante valvola di sfogo delle tensioni quotidiane o ancora, un’occasione di un piccolo riscatto sociale rispetto alla propria condizione di vita: il successo sportivo come piccola rivincita.

Tuttavia la vittoria non è l’unico veicolo del legame passionale tra la gente e i propri idoli: nei legami più forti vale il principio dell’immedesimazione.

La gente tende a legarsi per l’esempio che i loro idoli sanno trasmettere: esempi di legame con la maglia e la città che rappresentano sportivamente, attraverso un attaccamento morboso al proprio lavoro, aspetti, questi, che evidenziano la passione per quello che si fa’ e per chi lo si fa’ e per come lo si fa’. Lanciarsi sotto la curva ad esempio e baciare la maglia non basterebbero alla gente per immedesimarsi se dietro non ci fosse il vero attaccamento alla maglia, quell’attaccamento che leggi negli occhi ai protagonisti quando si allenano e lavorano per onorare la squadra e la città che rappresentano, rinunciando anche spesso a vivere normalmente pur di raggiungere i risultati sperati: esempi di sacrificio, dedizione alla causa importanti pur di dare soddisfazione alla gente ed a sé stessi.

Ultimo decisivo aspetto è l’onestà nei rapporti: come nella vita reale anche nello sport i veri legami s’instaurano attraverso il rispetto reciproco tra le parti, rispetto che si esplica in primis attraverso un dialogo onesto e mai di convenienza. E’ necessario dirsi sempre la verità anche quando è scomoda. Questo è forse il punto morale più alto di questo processo d’immedesimazione. La gente non vuole essere presa in giro: Maradona non mentiva mai, Delio Rossi parlava sempre senza vender fumo, Zeman altrettanto e così via tutti i personaggi che nello sport, al Sud, si legano alla gente e ai posti dove hanno operato.

Su queste basi la gente riempie gli stadi, si lascia trascinare e trascina, perché s’immedesima, e arriva ad applaudire anche in presenza di sconfitte. Ecco Il lato positivo di questo splendido sport, negli ultimi anni troppo malato e abbandonato alle logiche d’interessi economici, divenuti ormai troppo ingombranti per consentire esempi di questo spessore.

Ma per recuperare questa dimensione e scrivere nuove pagine di passione sportiva e sociale, nel calcio, c’è bisogno di far crescere dai protagonisti la cultura dell’esempio positivo, quell’esempio che solo i grandi uomini riescono a dare, al di là delle proprie capacità sportive. Alla gente del Sud basta questo, perché la passione per la propria squadra (sia essa Salernitana, Foggia, Bari, Napoli, Palermo, Avellino ecc,) l’ha nel cuore e per essa vive.