Questo sito contribuisce alla audience di

Il distintivo dalla parte del cuore

Shares
“Fino a quando ci saranno novanta minuti da giocare, le emozioni e le storie che continuano a nascere attorno ai rossoneri, continueranno ad essere una sofferenza da vivere”. C’è qualcosa di profetico, nelle parole con cui Giovanni Cataleta apre il suo ultimo libro: Il distintivo dalla parte del cuore.
Le storie si nutrono spesso di coincidenze, di strani inciuci del destino. E allora non dev’essere per niente un caso, ma quasi certamente uno scherzo delladea Eupalla cara a Gianni Brera, se la fatica letteraria di Giovanni verrà presentata domani, proprio quarantotto ore prima di quegli altri novanta minuti da giocare col Pisa, da vivere, da soffrire, fino all’ultimo.
C’è qualcosa di profetico anche nel titolo: il distintivo dalla parte del cuore, che vedete nella immagine che illustra questa lettera meridiana, è quello che il padre di Giovanni, Antonio Cataleta progettò e fece realizzare, in una tiratura limitatissima, quando lavorava a Torino negli anni Quaranta. Era l’era del Grande Toro di Valentino Mazzola, Gabetto, Ossola che “faceva tremare il Mondo” e che vinse cinque scudetti di fila, fermato solo dallo schianto di Superga, in cui perse la vita tutta la squadra.
Antonio Cataleta non è stato soltanto un grande tifoso del Foggia che ha inculcato nei figli la passione rossonera. Era anche un “tifoso di Foggia”, che amava profondamente la città e soffriva quando la vedeva soverchiata dai problemi.
Per questo il distintivo che ha ideato e realizzato – e che Giovanni custodisce ed indossa come una reliquia, rigorosamente dalla parte del cuore- , oltre ad essere il primo della storia rossonera, resta anche il più rappresentativo, bello  ed emblematico. Quell’ovale in cui i colori rossoneri dei satanelli abbracciano le tre  fiammelle dello stemma civico, stanno a dire che Foggia è il Foggia e il Foggia è Foggia, in un profondo rapporto di mutua identificazione e di simbiosi.
Il distintivo dalla parte del cuore (Mitico Channel, 196 pagg., 15 euro) raccoglie e racconta Storie, racconti e cronache sulla “passionaccia” per il Foggia. Sarà presentato domani, venerdì 10 giugno alle 18, presso la Sala “Rosa del Vento” della Fondazione Banca del Monte di Foggia in via Arpi, 152. La serata sarà condotta dal capo della redazione foggiana della “Gazzetta del Mezzogiorno”, Filippo Santigliano. Interverranno il presidente del Foggia calcio Lucio Fares, il direttore sportivo Giuseppe Di Bari, il giornalista Geppe Inserra, alcuni calciatori e l’attore Giovanni Mancini.
Giornalista e scrittore, Cataleta propone episodi ed aneddoti che vogliono accendere emozioni e far sorridere chi li ha vissuti, ma anche incuriosire le nuove generazioni di rossoneri. Ogni foggiano pensa che la squadra di calcio sia anche un po’ sua, una parte della propria vita , una questione di cuore insomma. E’ così per i migliaia di tifosi del Foggia sparsi in tutto il mondo, protagonisti e fruitori delle vicende di cui l’autore è stato spesso testimone.

Si va dalla prima promozione in serie A con il binomio vincente Rosa Rosa – Pugliese al battesimo del gol nella massima serie con Rinaldi, dalla celebratissima vittoria contro l’Inter del 1965 ai fasti di Zemanlandia. Si sorride e si riflette con gli sfottò a Boniperti nella tribuna dello Zaccheria o la tentata aggressione all’inviato di “Tutto il calcio minuto per minuto” nella cabina radio della Rai. Nel libro si parla anche di Mino Raiola e delle sue incomprensioni con Zeman e Casillo, di quando il superprocuratore Fifa era ai primi passi della sua folgorante carriera iniziata proprio a Foggia. Non mancano episodi curiosi come l’invasione di uno spettatore in un Foggia-Varese dell’83: strattonò l’arbitro Rosario Lobello, che nel libro viene intervistato sul fattaccio. C’è pure l’invasione al contrario, quella del portiere foggiano Moschioni che dal campo andò in curva per prendere a schiaffi un suo contestatore. E poi incursioni nel mondo dello spettacolo, personaggi leggendari del pianeta rossonero.

Insomma un libro da comprare, leggere ed amare. Intanto non mancate alla presentazione.

Geppe Inserra

Geppe Inserra Nato a Foggia nel 1954, è dirigente delle Politiche del Lavoro della Provincia di Foggia, dopo essersi occupato per diversi anni - nella stessa amministrazione - dell’Ufficio Stampa e quindi del Settore Cultura e Spettacolo. È autore dei saggi "Il decennio debole" e del libro intervista "Genesi ponte di luce". Ha collaborato con La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Mattino, Puglia e Il Quotidiano di Foggia. Ha realizzato alcuni cortometraggi e mediometraggi ("Statale 17", "I colori del tempo", "Genesi, ponte di luce", questi ultimi documentari d'arte rispettivamente dedicati a Elvio Marchionni e Jimenez Deredia). Ha curato l’organizzazione del film “Foggia non dirle mai addio” girato da Luciano Emmer nel 1997. È componente del consiglio di amministrazione di Promodaunia, società pubblica che si occupa di marketing territoriale e promozione culturale.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un like a Resto al Sud

 ATTENZIONE 

Si avvisano tutti i gentili utenti di www.restoalsud.it e delle nostre pagine Social che, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, stanno arrivando email contenenti virus informatici dall’indirizzo di posta elettronica di Resto al Sud che invitano ad aprire un file compresso *.zip contenente un virus (riconosciuto ed eliminato comunque dai migliori antivirus), simulando una risposta ad una mail propria o di terzi ed inserendo il testo del mittente per intero.
Vi esortiamo quindi a STARE MOLTO ATTENTI alle email di questo tipo e a non aprire mai l’allegato in esse contenuto.
Grazie mille e buona giornata.

Top