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Il gambero di Crotone conquista Bruxelles

Dal caviale nostrano proveniente dagli allevamenti di storione delle valli cremonesi e trevisane al gambero viola di Crotone, dalla Saraghina dell’Adriatico alla bresaola di tonno, pesca spada e squalo smeriglio della Puglia, fino a salse e sughi pronti a base di pesce e crostacei siciliani.

Così l’Italia, e i suoi prodotti di eccellenza, sono stati protagonisti alla più importante vetrina mondiale di prodotti ittici – la Seafood – che si è chiusa oggi a Bruxelles.

Quella dell’Italia a Seafood è ormai una presenza importante: solo nella vetrina del “Fish&Italy” per la promozione del comparto ittico nazionale, realizzata col contributo del Ministero delle politiche agricole e della pesca, erano presenti 49 espositori.

I più numerosi provenivano da Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, ma anche Marche, Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia-Giulia, Campania, Abruzzo. Rilevante anche la presenza di aziende italiane, leader in Europa e nel mondo, per lo stoccaggio e la depurazione dei crostacei e del pesce vivo.

L’edizione 2014 del Seafood si é svolta in un momento di grande transizione, sia per l’applicazione della nuova riforma europea della politica della pesca, sia per la ripartizione tra gli Stati membri dei fondi strutturali 2014-2020 che la commissione europea intende approvare a metà giugno.

Ma per Riccardo Rigillo, neodirettore generale per la pesca e l’acquacoltura al Ministero della politica agricola, bisogna puntare soprattutto “sulla promozione e la comunicazione dell’identità italiana della pesca, che va fatta conoscere in Europa anche in vista dell’attuazione della riforma del settore, dove l’Italia può portare un valore aggiunto”.

Tra le future sfide, ha precisato Elisabetta Giannoccari, rappresentante del Ministero per il gruppo di lavoro pesca in Europa, c’è quella della “commercializzazione responsabile, affinché sia in grado di far conoscere nuovi prodotti ittici nel rispetto dei principi di sostenibilità, con il massimo della sicurezza sotto il profilo igienico sanitario, con forme di etichettatura più mirate, e sfidando anche una concorrenza difficile”.


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