Il grano del Sannio che sconfigge le multinazionali

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Si chiama Aureo, ed è un progetto nato, qualche anno fa, con l’obiettivo di produrre grano di qualità in Campania, favorendo così la riduzione delle importazioni di granella da Stati Uniti, Messico, Canada e Australia. Proprio in questi ultimi mesi, Aureo ha raggiunto completamente il suo scopo. Il risultato più eclatante di questa iniziativa è stata la commercializzazione, a partire dalla fine dello scorso febbraio, di pasta di altissima qualità che utilizza semola italiana al 100% e che lega uno dei prodotti tipici d’Italia, la pasta, ai territori di produzione della materia prima.

Il raggiungimento di questo strepitoso risultato – affermano i promotori – è stato possibile grazie all’impegno di tutti coloro che a vario titolo – pastifici, mulini, centri di stoccaggio, ecc. – hanno operato nella filiera Aureo, ma soprattutto grazie alla professionalità di un gran numero di imprenditori agricoli delle province di Benevento Avellino che hanno creduto nel progetto e hanno deciso di coltivare la nuova varietà che dà il nome al progetto. La coltivazione di questo grano di qualità ha avuto ovviamente ripercussioni positive sul livello reddituale delle imprese agricole che, attraverso la stipula di contratti di coltivazione, hanno visto garantita la collocazione del loro prodotto a un prezzo più alto rispetto a quello di mercato“.

In questi anni la coltivazione di Aureo ha contribuito a stabilizzare il reddito delle aziende agricole nel rispetto dell’ambiente sia perché una delle peculiarità di questa varietà è utilizzare in maniera più efficiente i concimi, producendo granella con elevato contenuto proteico e con straordinarie caratteristiche qualitative del glutine, sia perché la riduzione delle importazioni dei cosiddetti grani tecnici dai paesi extracomunitari ha ridotto l’inquinamento causato dal trasporto (il grano aureo prodotto nelle province di Benevento e Avellino viene macinato nel Molino della Barilla di Altamura e trasformato in pasta nello stabilimento Voiello di Caserta).

A questo si aggiungono progetti di ammodernamento delle aziende agricole e strutture di stoccaggio e un nuovo centro per la conservazione del grano altamente innovativi.

Alla fine di questa campagna solo nella Regione Campania verranno prodotti quasi 300.000 quintali di granella della varietà aureo (equivalenti ad una superficie seminata di circa 8.000 ettari) con un contenuto proteico medio del 15% e con punte massime che raggiungeranno anche il 16%. Produzioni con queste caratteristiche qualitative, negli scorsi anni, erano di origine esclusivamente extracomunitaria.

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Giuseppe Lanese

Giornalista professionista, comunicatore e formatore. E' tra i fondatori di Restoalsud e caporedattore della stessa testata. E' responsabile cultura dell’agenzia di stampa nazionale Primapress. Ha curato dal 2009 al 2015 il blog "Parole e Musica" di Repubblica.it. Attualmente scrive e realizza video interviste per Tiscali.it sui temi della cultura e dell'innovazione e, sempre per Tiscali, si occupa del coordinamento nazionale della rete news delle regioni. Collabora con l'Università Telematica Pegaso per il corso di "Comunicazione digitale e Social Media" come cultore della materia ed è responsabile comunicazione dell'Ufficio Scolastico del Molise.

Comments (2)

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    fabio

    17 Luglio 2014 - 14:37

    Non ditelo in giro che c’è qualcosa che al Sud va bene, altrimenti faranno di tutto per distruggere quelle realtà che possono creare reddito e occupazione. Il Sud va riconosciuto per incapacità,per demeriti,per sprechi,per criminalità,etc..,a molti non va bene un Sud che produce e che tutto sommato resiste e addirittura in certi comparti avanza;chi ha orecchi per intendere intenda..

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    Cirello

    19 Novembre 2015 - 14:13

    Scusate l’ignoranza. Alla fine questo STRAORDINARIO GRANO è o non è OGM

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