Il presente della Calabria mi riguarda

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Ho trascorso la domenica elettorale con amici cinquantenni esodati ed espulsi dal lavoro.

Con padri che pensano di mandare i figli all’estero, con calabresi che guardano altrove in una terra con troppi rimorsi e rimpianti.

Con il populismo qualunquista non si risolverà nulla (riflettano gli amici che in queste ore vivono la delusione elettorale grillina e della sinistra radicale).

Va aperto un confronto intelligente e propositivo, incalzante e senza respiro con il nuovo governo di Mario Oliverio.

Una guerra di contenuti e proposte possibili contro l’affarismo e il consociativismo dei poteri fortissimi calabresi ha possibilità solo su questa prospettiva.

Da elettore che ha votato Oliverio chiederò conto in questo senso.

Non mi faro mai vincere dall’oblio del “non c’è un niente da fare e me ne frego della cosa pubblica”.

Il presente della Calabria mi riguarda e m’interessa.

Paride Leporace

Paride Leporace è nato sotto il segno dei Gemelli nell'anno in cui si svolge American Graffiti. Calabrolucano combatte le contraddizioni di due meravigliose regioni meridionali. Attualmente è il direttore della Lucana Film Commission. Nelle sue precedenti vite è stato autonomo, punk, ultrà, rilevatore storico, critico cinematografico. Ha fondato Radio Ciroma e il quotidiano Calabria Ora ma anche la Mensa dei poveri di Cosenza. Pensa di essere giornalista e ancora si chiede come abbia fatto a dirigere due giornali (attualmente il Quotidiano della Basilicata) e ad essere per cinque anni vicario di Ennio Simeone al timone del Quotidiano della Calabria. . Ha scritto il libro "Toghe rosso sangue” in cui narra la biografia dei 27 magistrati uccisi in Italia e da cui e' stato tratto l'omonimo spettacolo teatrale ancora in scena.

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