La borsa di Vuitton con i soldi pubblici? “Spese di rappresentanza….”

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Cravatte e carré di seta Hermes, una borsa Louis Vuitton, cene e Ipad. Oltre agli stipendi per i dipendenti dei gruppi Ars (Misto, Sicilia e Udc) che ha diretto tra il 2008 e il 2012, Giulia Adamo ha altre spese da giustificare ai magistrati che indagano sulle spese pazze all’Assemblea regionale siciliana.

Nei giorni scorsi ha spiegato ai pm, per circa quattro ore, le sue ragioni e ha convocato i giornalisti. “Ben vengano inchieste come questa. Perché è evidente che la politica non sa regolarsi. Servono leggi. Io ho spiegato tutto ai pm“, ha esordito. Innanzitutto precisa che, non considerando la voce dipendenti, in tutto le spese per le quali è finita nel registro degli indagati “ammontano a 5.480 euro e sono tutte spese di rappresentanza“. In particolare, la borsa (o forse un portafoglio) sarebbe stata regalata alla proprietaria di un edificio storico di Palermo che aveva ospitato un convegno rinunciando a percepire l’affitto dello stabile. Anche l’acquisto degli Ipad rientrerebbe, secondo l’ex deputata, nelle spese di funzionamento del gruppo. Lo stesso vale per le cravatte e le cene. “La somma più grande che viene contestata – ha spiegato – riguarda il pagamento del personale dei gruppi. Pensare che io o un qualsiasi altro capogruppo possiamo preparare le buste paga è assurdo. Al gruppo misto, per esempio, abbiamo scelto il consulente del lavoro per le buste paga, ho scelto quello che lavorava per altri gruppi. Non lo conosco, l’ho visto forse due volte nella mia vita. Inoltre, negli anni in cui sono stata presidente – ha puntualizzato – non ho mai usufruito del 10% che spetta ai capigruppo“. Tra le accuse anche l’acquisto di una “coppa d’argento” per il regalo di matrimonio del Gruppo al figlio dell’assessore Nino Strano. “Come ho spiegato ai pm – ha detto -, se si va a controllare c’è anche un regalo personale perché io ero invitata. Sicuramente se non ci fosse stata questa inchiesta avrei regalato a Natale scorso una cassetta di vino, a spese del Comune, all’assessore Dario Cartabellotta per il suo impegno per Marsala Città europea del vino. Avrei ovviamente potuto farlo anche a spese mie, vi assicuro che me lo posso permettere, ma non avrebbe avuto senso, non sarebbe stato opportuno…“.

Adamo ha inoltre assicurato che i 2.500 euro per una cena che le vengono contestati sono le spese per un rinfresco in concomitanza con la nascita del gruppo Sicilia. “Non ho preso soldi per campagne elettorali – ha spiegato – come hanno fatto altri miei colleghi, cosa comunque lecita perché sono i membri del gruppo che organizzano o partecipano a determinati eventi. Del resto se non possono essere fatti convegni politici, a che servono questi soldi? Devono essere utilizzati per le mutande colorate?“.

Comments (3)

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    alessandro

    17 Febbraio 2014 - 16:14

    basta denaro ai comuni che non sono virtuosi,basta soldi a pioggia al sud,riduzione paghe consiglieri al sud

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    francesco

    17 Febbraio 2014 - 20:29

    Tutti a casa …con le buone non ce li leviamo e pensare che ci sono tante persone che hanno lavorato duramente e devono vivere con 5 o 6 cento euro al mese

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    Elisa

    24 Febbraio 2014 - 10:37

    Mi chiedo… ma gli esorbitanti stipendi dei personaggi politicii a che cosa servono visto che utilizzano sempre e soltanto di soldi pubblici?-

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