La cenere dei vulcani può essere una utilizzata come pietra per costruire

La cenere vulcanica può diventare risorsa del territorio e non rifiuto da smaltire con costi insostenibili che ricadono sui bilanci già disastrati dei comuni della costa Jonica allo stremo di risorse economiche“. Lo afferma la parlamentare nazionale del partito democratico, Luisa Albanella, in un’interrogazione al ministro dell’Ambiente.

Il riutilizzo del materiale che, puntuale dopo ogni eruzione dell’Etna, danneggia campi coltivati e si deposita su strade e su tetti di migliaia di case dei comuni pedemontani e del lungo litorale, da Catania fino a Taormina, sarebbe possibile – spiega la deputata del Pd – derubricando la cenere vulcanica dallo “status di rifiuto”.

Secondo Albanella “la cenere vulcanica potrebbe tornare a essere usata come pietra lavica macinata, così come avveniva nel Settecento nell’area del Catanese, consentendo anche un importante recupero di tradizioni e modalità costruttive originarie del luogo, divenendo fonte di sviluppo del territorio“. La parlamentare del Pd sottolinea come “la cenere vulcanica non è dannosa per l’ambiente e la salute umana ed è impiegabile con scopi specifici di cui esiste un mercato“. “Una simile iniziativa – conclude Albanella – fu assunta dal governo nazionale quando la riviera adriatica fu invasa dalla mucillagine“.


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